GIORGIO POI: la recensione di “Smog” (2019)

NOME

Giorgio Poi

GENERE

Indie-Pop

ESORDIO

Fa Niente (2017)

ULTIMO ALBUM

Smog (2019)

COPERTINA

ELENCO CANZONI

Non mi piace viaggiare
Ruga fantasma
Solo per gioco
Stella
Napoleone
Vinavil
Smog
Maionese
La musica italiana (feat. Calcutta)

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM

PUNTO DI VISTA

Giorgio Poi è in assoluto la faccia più pulita dell’attuale musica italiana, i suoi testi contrappongono il realismo quotidiano al visionarismo. Giorgio canta alle donne, agli uomini, agli amici, agli amanti e, prendendo ispirazione ancora una volta da Battisti e dalle sorelle Martini, crea un sottile filo rosso tra “Fa Niente” e “Smog”.

Composto da 9 tracce, “Smog” è un focus sulla vita: la spensieratezza di “Non mi Piace Viaggiare” si contrappone alla realtà della vita di coppia in “Solo per Gioco”. Ci sono mille mondi sommersi nella mente di Giorgio e ancora di più nel cuore, momenti perduti nel tempo e nella memoria riaffiorano per tre minuti in ogni brano.
“Smog” è un racconto di viaggi e visioni.

Nel primi anni del 1300 il Sommo Poeta Dante Alighieri iniziò a scrivere “La Divina Commedia”, opera allegorica divisa in tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso. La storia la conosciamo (spero) tutti e probabilmente fu solamente la storia di un’enorme corsa verso un amore non corrisposto ma che alla fine, e nei sogni del toscano autore, tutto a quanto pare finì per il meglio. Ecco, ognuna delle 9 canzoni di “Smog” rappresenta una cornice del Purgatorio, quel purgatorio che Giorgio Poi ha avuto nella mente per quasi due anni durante la stesura del disco.

“Non Mi Piace Viaggiare” rappresenta l’arrivo delle anime sulla spiaggia, Calliope e Catone che si nascondono dagli sguardi altrui, poi con “Ruga Fantasma” l’amore si trascina, finisce la Primavera e alla fine ci si pente. Troppo tardi.
Presi dalla gloria mondana sono i presenti nella Valletta dei Principi che hanno vissuto la vita “Solo Per Gioco” e i superbi regalano consigli (“Mi convinci che questo nodo nella gola si scioglierà quando passerà l’Inverno”). In “Stella” l’accidia diventa azione ma con la delicatezza di un maestro delle scuole elementari che spiega l’alfabeto e poi, d’un tratto, impazzisce come la “Maionese” (“Quanti sbagli e non riesci a contarli, li rifai, li rifai che sennò te li scordi”).

Il goloso ed iracondo “Napoleone” vive la sua vita tra le quattro mura e ascolta i consigli di vita del giovani Poi per la redenzione (“Ma tu sei pazzo Napoleone se vuoi andare dormire quando la notte ti chiama per nome”) fino a quando in “Vinavil” proprio il cantautore novarese addita se stesso di prodigalità e torna alla casa base (“Per me che non imparo mai”). L’intermezzo “Smog” è il passaggio tra i fiumi Letè ed Eunoè prima dell’ultimo passo.

Parte il 29 marzo da Roma lo "Smog Tour" di Giorgio Poi

Giorgio Poi compie l’espiazione totale dei suoi peccati e a braccetto del suo Virgilio (Calcutta) canta “La Musica Italiana”, loro due che, al momento, pare la rappresentino davvero. Il viaggio nel Purgatorio di Giorgio Poi è ora completo: durante i brani di “Smog” il cantautore prende pian piano la via della luce cantando vizi e manie (reali e non) di se stesso e dei giovani di oggi.

La musica italiana, quella di Giorgio Poi, è senza tempo.

VOTO: 7,5

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