Sanremo 2019: il racconto della seconda serata

Achille Lauro nella seconda serata di Sanremo 2019

Fra canzoni, momenti emozionanti, tentativi di comicità e molto molto altro, in uno show durato circa quattro ore, si è conclusa la seconda serata del Festival di Sanremo 2019. Ecco come sono andate le cose nella “Città dei Fiori”.

L’opening, abbastanza in stile X Factor, è stato riservato a Claudio Baglioni che – insieme ai 22 Giovani esclusi dalla rassegna, nelle precedenti selezioni di dicembre –  sulle note della sua “Noi No” ha scaldato la platea dell’Ariston e il pubblico televisivo prima del restart vero e proprio della kermesse canora, che ha visto 12 dei 24 cantanti in gara impegnati a cantare.

LA GARA RISERVATA AI CANTANTI
Il rapper romano Achille Lauro ha avuto il compito di inaugurare le esibizioni con la sua “Rolls Royce”, che sicuramente non ha il consenso di tutta la critica e l’opinione pubblica ma  è certamente un brano che fa discutere e crea il cosiddetto “elemento di rottura”, seguito da un Einar (“Parole nuove”) ancora in cerca della sua identità a Sanremo. 
I ragazzi de Il Volo invece fanno capire che la loro strada (sulle note di “Musica Che Resta”), seppur in evoluzione e con uno svecchiamento abbastanza riconoscibile, è già tracciata così come quella di Arisa (“Mi Sento Bene”) che, nonostante una dimenticanza del testo, appare abbastanza in palla.

Dopo una pausa è la volta di Nek e l’artista emiliano, come dice la sua nuova creatura musicale (“Mi Farò Trovare Pronto”), si fa trovare pronto cedendo il palco poi a Daniele Silvestri e Rancore che al secondo ascolto convincono ancor di più che al primo con la loro “Argento Vivo”. Arrivano applausi dalla platea, sullo stage intanto si palesano gli Ex-Otago; i quali appaiono più sciolti e più a fuoco rispetto alla prima serata e anche il brano “Solo Una Canzone” ne giova venendo corredato dal solito abbraccio alla “figa di turno” a fine brano.
Ghemon sciorina “Rose Viola” in maniera enigmatica: il pezzo piace, ma la cifra complessiva dell’esibizione live non sembra convincere. Poi è il momento di una graffiante Loredana Bertè. “Cosa Ti Aspetti Da Me” è la classica miccia che accende il dispositivo degli applausi dell’Ariston. È standing ovation. Gli eccessi nel vestito e nella pettinatura sono elementi secondari al cospetto di una delle più grandi interpreti della musica italiana. Sanremo le riserva un omaggio meritato.
Ma non finisce qui. C’è ampio spazio ancora per Paola Turci, in evidente difficoltà vocale ma non per questo meno impattante con “L’ultimo Ostacolo”, i Negrita, che con “I Ragazzi Stanno Bene” sembrano aver ritrovato la loro vena riflessiva tipica da giornate di ritorno dopo le vacanze estive, e il duetto formato da Federica Carta e Shade, i quali chiudono la sfilata con la loro hit (che ha già affibbiata addosso l’aggettivo di  “radiofonica”) “Senza farlo Apposta”.

GLI OSPITI CANORI
A livello musicale, la seconda serata del Festival ha proposto come ospiti musicali, nell’ordine: Fiorella Mannoia, Marco Mengoni e Riccardo Cocciante. Iniziamo col dire che nessuno dei tre ha deluso le aspettative, anzi.
Alla rossa interprete capitolina, dopo la presentazione del suo nuovo singolo “Il Peso Del Coraggio”, tocca un piacevole duetto con Claudio Baglioni sulle note di “Quello Che Le Donne Non Dicono”: il pubblico apprezza, e pure tanto.
A Marco Mengoni invece la palma virtuale del “Migliore in campo”. Accompagnato da Tom Walker, il vincitore del Festival nel 2013, porta in scena “Hola” per poi rivere un amarcord con la sua “Essenziale”, prima di entrare appieno in sintonia con Baglioni nell’intonare una splendida “Emozioni” di Lucio Battisti, che fa saltare il banco: platea, pubblico televisivo e Twitter.
Infine, Riccardo Cocciante. Il Maestro prima regala un pregiato affresco della sua “Notre-Dame de Paris”, poi – con due pianoforti sulla scena – entra in simbiosi col direttore artistico per regalare a tutti una versione struggente di “Margherita” che, nonostante qualche indecisione legata al testo, riesce comunque a essere molto comunicativa.

MICHELLE HUNZIKER, PIO e AMEDEO
L’idea della finta influenza non fa abboccare nessuno, eppure quando la bionda italo-svizzera arriva sul palco la sintonia con Bisio nel numero della “Lega dell’Amore” è totale. Michelle sa tenere la scena come poche e il successo dell’anno scorso era li a testimoniarlo.
Il duo comico fortissimamente voluto da Claudio Baglioni, attacca non troppo velatamente Matteo Salvini sui migranti che, fino a qualche anno fa, erano loro stessi.

LA PECCA
Da giorni si sapeva che questa sarebbe stata la serata riservata al Premio alla Carriera per Pino Daniele:  riservare un momento così importante al compianto musicista partenopeo soltanto alle 00.45, è sembrato un errore abbastanza grave.

I CONDUTTORI
Indubbiamente più sciolti e più a loro agio nella seconda serata. Bisio ha preso più ritmo e ha cominciato a sfornare qualche battuta interessante, mentre Virginia Raffaele dopo la gag in tema operistico sembra essersi iscritta a tutti gli effetti al Festival.

Sanremo 2019 la classifica della seconda serata

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