PIOTTA: la recensione di “Interno 7” (2018)

NOME

Piotta

GENERE

Rap/Hip-Hop

ESORDIO

Comunque Vada Sarà Un Successo (1998)

ULTIMO ALBUM

Interno 7 (2018)

COPERTINA

Piotta cover copertina album "Interno 7"

ELENCO CANZONI

Ma la vita
Solo per noi
Il tempo ritrovato
Ha mai
Le facce nascoste
Maledetti quegli anni ’90
Fa ‘na buona jobba (feat. Dub FX)
Di noi (back to the ’90s mix)
Un’estate ed è finito (feat. Primo)
Sempre là (version 2008)
Interno 7 (feat. Er Pinto)
Il primo sogno (feat. Orchestraccia)
P.le Agosta, 1 (2018 version)

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM

PUNTO DI VISTA

Tommaso Zanello apre i cassetti della memoria e torna all’Interno 7, quello che lo ha visto crescere e diventare il Piotta.

A tre anni da “Nemici” del 2015 il Piotta si guarda dentro e cerca di capire dove andare con uno sguardo al passato: “Interno 7” non è solo un concept sui ricordi ma un vero e proprio razzo di lancio per il futuro con al suo interno paesaggi, foto, sorrisi, pianti, volti e storie, quelle che hanno da sempre rappresentato la carriera del rapper di padre romano e madre milanese: le storie.

Sono passati molti anni da quando quell’Interno 7 è stato abbandonato forzatamente dal ragazzo dagli occhiali tondi, le persone care sono scomparse, i sogni si sono dileguati nel mondo reale e il futuro è arrivato in un baleno. Si apre così un nuovo capitolo della storia musicale di Tommaso in cui il pianoforte e le chitarre acustiche sono protagoniste per ricreare una stanza R&B di ricordi refrattari, quella stanza che per molti anni ha tenuto segreti i primi versi del ragazzo Tommaso, i primi sogni e i primi incontri. Dub FX, Primo Brown, Er Pinto e l’Orchestraccia accompagnano il Piotta nella sua pubertà musicale e nel suo cambio di casa dall’Interno 7 all’attuale abitazione.

Piotta recensione album "Interno 7"

“Interno 7” trae ispirazione dagli anni ’80 ma anche dagli anni ’90, è suddiviso in lato A e lato B per rimarcare il tempo delle musicassette, di vitale importanza per Tommaso e per la sua crescita musicale. Tommaso Piotta parla di vita come sport estremo, tra vicoli ciechi, rincorse e traguardi raggiunti all’ultimo secondo (“Ma La Vita”) e racchiude dentro di sé i luoghi dell’adolescenza condivisi con la sua lei (“Solo per Noi”). L’artista nato a Montesacro parte poi alla ricerca del tempo perduto come Proust e lo vede sospeso dinanzi a lui nella sua stanza (“Il Tempo Ritrovato”), non esistono ruoli, non esistono costrizioni di sorta e nemmeno interpretazioni, c’è il rivivere ogni istante con naturalezza (“Hai Mai”) lasciandosi alle spalle invidia e ferite (“Le Facce Nascoste”).

I ricordi di una vita si mescolano a recenti vicissitudini dell’artista romano – in “Fa ‘Na Buona Jobba” feat. Dub FX ricorda una frase di una signora a Toronto che ha ripreso Johnny Lombardi, fondatore di Radio Chin – per poi affondare la testa in un cuscino di anni ’90 (“Di Noi”) e ricordare il suo amico Primo dei Cor Veleno anche nel successivo “Un’Estate Ed È Finito” con un arrangiamento talmente straziante e animale da arrivare fino al cielo. Prende vita l’Interno 7 insieme al poeta anonimo Er Pinto, quell’appartamento dove “visse, scrisse e disse” il Piotta. Dopo un nuovo abbraccio con L’Orchestraccia ne “Il Primo Sogno”, il cerchio dei ricordi si chiude (momentaneamente) in “Piazzale Lagosta 1” a Milano, quella città che ha donato i natali alla madre di Mister Zanello e dove il nonno lavorava come ferroviere che chiude un cerchio iniziato molto prima degli anni ’90 e arriva all’Interno 7.

Lato A e lato B si piegano come un aeroplano di carta per volare tra i ricordi dell’artista romano che prima si mette a nudo di fronte al suo pubblico come Tommaso Zanello e poi come Piotta, in un vortice temporale tra passato e futuro.

VOTO: 7,5

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.