
Andare a vedere Alanis Morissette in concerto รจ un po’ come fare un doppio carpiato a ritroso nel tempo. Un viaggio proustiano che riporta agli anni del liceo, degli ormoni in subbuglio, degli amori travolgenti; e di un concerto visto al Forum di Assago nel 2005 la sera prima di un’interrogazione di scienze dal cui esito sarebbe dipesa buona parte della mia ammissione alla maturitร . Una sorta di operazione nostalgia che rispolvera eroi di un calcio che fu, di quando Dario Hรผbner e Stefan Schwoch impazzavano nelle aree di rigore avversarie e ancora oggi rivivono nei ricordi ormai sbiaditi di chi in quel periodo stava vivendo i migliori anni, anagraficamente parlando, della propria vita.
E fa niente se, al posto della ragazzina incazzosa che chiedeva al suo partner se stesse pensando a lei mentre se la faceva con un’altra, oggi c’รจ una serena madre di famiglia con un taglio cortissimo di capelli e dedita a meditazione e yoga; fa niente se l’ultima uscita discografica โ peraltro tutt’altro che indimenticabile โ risale al 2012 e il nuovo album in progress ha tempi di gestazione da fare invidia a quelli che ci sono voluti per portare a termine la Salerno โ Reggio Calabria. ร bastato sentire riecheggiare le note di armonica di “All I Really Want” โ con cui Alanis ha dato il via alle danze – perchรฉ il pubblico accorso all’Ippodromo del Trotto di Milano, quasi tutto composto da over 30, avviasse la propria personale recherche du temp perdu.
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Anche perchรฉ, l’energia sprigionata dalla piccola canadese รจ la stessa dei tempi migliori: per tutta l’ora e mezza, minuto piรน minuto meno, del concerto, infatti, la Morissette zampetta come un trottola impazzita da una parte all’altra del palco mentre una dopo l’altra snocciola le hit che a metร anni ’90 la proiettarono in cima alle classifiche di tutto il Mondo. E proprio dal mitico “Jagged Little Pill”, di fatto eseguito pressochรฉ integralmente, Alanis pesca a grandi mani per comporre la setlist milanese. Poche le concessioni “moderniste” โ nel senso di canzoni tratte dall’ultimo disco sin qui uscito, ovvero “Havoc And Bright Lights” โ con “Guardian”, promessa di eterno amore materno per il piccolo Ever Imre, e “Woman Down”. Per il resto, dentro le altre canzoni pietre miliari della sua carriera, come “Everything” o “Hands Clean”. Prima del gran finale, con “Uninvited” e, soprattutto, “Thank You”, con tanto di boato del pubblico non appena sono partite le inconfondibile note introduttive di pianoforte. Il congedo perfetto per un ringraziamento reciproco: della cantante al pubblico, per essere accorso numeroso a sentirla; dal pubblico alla cantante, per aver offerto in una calda serata milanese di luglio un vassoio di madeleine โ sul tรจ caldo meglio sorvolare, Proust non ha mai conosciuto la caldazza milanese di luglio โ che, seppure per una novantina di minuti, ha riportato tutti indietro nel tempo.
SCALETTA ALANIS MORISSETTE MILANO 25/07/2018
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All I Really Want
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21 Things I Want in a Lover
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Forgiven
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Woman Down
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You Learn
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Mary Jane
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Guardian
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Right Through You
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Hand in My Pocket
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Everything
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Sister Blister
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Head Over Feet
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Hands Clean
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Ironic
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You Oughta Know
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Wake UpBis:
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Uninvited
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Thank U
