NOME
Florence and The Machine
GENERE
Rock/Indie/Pop
ESORDIO
Lungs (2009)
ULTIMO ALBUM
High As Hope (2018)
COPERTINA

ELENCO CANZONI
June
Hunger
South London Forever
Big God
Sky Full Of Song
Grace
Patricia
100 Years
The End Of Love
No Choir
VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM
PUNTO DI VISTA
Florence and The Machine tornano a tre anni da “How Big, How Blue, How Beautiful” con una nuova fame di musica e voglia di stare sui palchi. Problemi adolescenziali, l’amore finito con James Nesbitt e un continuo senso di redenzione animano questo nuovo “High As Hope”.
Florence torna lentamente nelle orecchie dei suoi fan dopo qualche anno e lo fa quasi sottovoce per riabituare prima di tutto lei stessa alla musica e lo fa dedicando la prima canzone del nuovo disco al mese di giugno (“June”). Con la promessa di tenere duro (“Hold On To Each Other”), la rossa cantante inglese prega per un nuovo amore, per la vita che verrร . Nel singolo “Hunger” finalmente parla dei suoi disturbi alimentari che la hanno colpita all’etร di 17 anni: l’artista si mette a nudo e canta la sua voglia di rinascita come una Fenice caduta, lasciandosi andare completamente al ballo sfrenato nel video. Sono ormai 10 anni che Florence Welch e la sua band sono in giro per il mondo, le abitudini cambiano quando si รจ in tour ma casa รจ sempre casa: “South London Forever” รจ una dedica alla sua cittร Camberwell – nel sud di Londra appunto – e alla casa della madre sempre pronta ad accoglierla anche dopo una delusione d’amore, un passo indietro nella vita ma due avanti nella ricchezza d’animo.
Inย “Big God”, brano scritto a quattro mani insieme a Jamie XX, Florence si processa davanti a Dio e lo invoca: “You need a Big God, big enough to hold your love”. Parla di sรฉ in terza persona e quantifica il suo amore con la grandezza di Dio che รจ presente in tutte le cose. Il primo avvertimento sulle problematiche umane perรฒ giร lo avevamo avvertito qualche mese fa con “Sky Full Of Song”, primo estratto da “High As Hope”: il brano puรฒ rappresentare un primo avvertimento di crisi in una storia d’amore – “The good ones always seems to break”. Si prostra e si incolpa (“Grace”) in uno struggente lento in cui il piano e la sua voce da mezzosoprano accarezzano le nostre orecchie come un leggero vento d’estate.

Poi arriva lei, “Patricia”. Patricia Lee Smith, ovvero Patti Smith, รจ la piรน grande fonte d’ispirazione di Florence Welch e finalmente al quarto album ha deciso di gridarglielo. Una delle canzoni piรน belle in assoluto che abbiano mai composto i Florence and The Machine. In “100 years” sembra cantare “Non abbiamo bisogno di combattere” a James Nesbitt, ex fidanzato, in uno dei brani piรน complessi dell’intera discografia della band del Regno Unito. L’orchestra morriconiana culla l’ascoltatore fuori dal cuore della rossa cantante londinese fino, appunto, alla fine dell’amore (“The End Of Love”). In questa penultima traccia Miss Welch prende coscienza della fine dell’amore con James Nesbitt e vuole levarsi di dosso tutto: sensi di colpa, pensieri, negativitร e, perchรฉ no, l’amore. Cosรฌ, mentre “How Big, How Blue, How Beautiful” era principalmente ispirato dall’inizio della sua storia d’amore, “High As Hope” mette un punto definitivo non solo all’ex ragazzo ma anche a tutti i problemi che in passato ha dovuto affrontare Florence Welch, depressione, anoressia, blocco dello scrittore, insicurezza.ย
Nella conclusiva “No Choir” la voce inglese dร un’ultima prova della sua instabilitร emotiva ma con una lezione: comunque vada bisogna andare avanti. Florence Welch insegna prima di tutto a se stessa e poi a tutti noi, quel pubblico che l’ha accompagnata in un viaggio interiore dalle mille tinte, i colori della vita: il blu e il rosso della passione e della spensieratezza (“No Choir” si chiude con un leggero la la la), il grigio della quasi anoressia e dei problemi fisici, il nero della rabbia e della fame di sentimenti, e poi il bianco, l’asetticitร e la mancanza di colore nella vita che avvertiamo intermittente in ogni canzone di “High As Hope”.
Florence Welch si dimostra molto piรน che umana, apatica, rabbiosa, emotivamente instabile, dolce, arrendevole ma al contrario anche vorace e vogliosa di continuare a vivere e ad amare.
