Pino È, allo Stadio San Paolo una parata di stelle in ricordo di Pino Daniele

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Pino è…e sempre sarà.

È questo l’insegnamento che i presenti allo Stadio San Paolo, gli ascoltatori delle varie stazioni radiofoniche e i telespettatori incollati alla TV si portano a casa alla fine dell’immenso (per emozioni e dimensioni) concerto-tributo dedicato al cantautore napoletano, scomparso tre anni e mezzo fa.

Nonostante le difficoltà logistiche incontrate nel realizzare un evento senza precedenti, lo show è stato comunque straordinario.
Inaugurato dall’opening di Jovanotti, prima con un rap dedicato a Napoli e a Pino Daniele sulle note di Yes I Know my Way poi con un’ interpretazione tutta di cuore sulla dolce melodia di Alleria, il concerto è potuto proseguire al meglio con cantanti, attori, amici e altri personaggi del mondo dello spettacolo che si sono alternati nel ricordo dell’artista partenopeo, mentre un maxischermo – posizionato sullo sfondo del palco – mandava frammenti video di alcune interviste di Pino Daniele, fra cui la più famosa: quella con l’amico fraterno Massimo Troisi, nella quale i due venivano “tenuti sotto controllo” da un divertito Gianni Miná.

 

Sullo stage della serata campana ci sono poche pause, dettate soltanto dai tempi televisivi. Biagio Antonacci sale sul palco accompagnato da Alessandra Amoroso cantando Che male c’è poi arrivano in ordine sparso Emma e Giuliano Sangiorgi, che si esibiscono nella struggente Quanno Chiove, Giorgia con Questo Immenso, Francesco De Gregori e Antonello Venditti, i quali omaggiano Pino dedicandogli due canzoni del loro repertorio come Generale e Notte Prima degli Esami, Il Volo che rivisita quella It’s Now Or Never che Daniele aveva inciso nel suo album Iguana Cafè, e Claudio Baglioni, al solito bravissimo nell’interpretazione di Alleria e Io dal Mare.

La “parata” di big della musica italiana è inarrestabile: anche Federico Zampaglione, Ornella Vanoni, Paola Turci, Enzo Gragnaniello e Irene Grandi salutano a modo loro l’amico che non c’è più. Un turbillon di accordi, testi e note dove però ogni tanto la giostra si immobilizza per lasciare spazio a momenti ad alto tasso emozionale: Eros Ramazzotti canta da solo O’ Scarrafone eseguendo in coppia con Jovanotti una versione coinvolgente di A Me Me Piace O’Blues nel solco del tour del 1994 che i tre fecero insieme mentre una commossa Fiorella Mannoia (MVP del concerto) dipinge affreschi musicali cantando insieme ad Elisa Quando, con la friulana che poi accompagna Gianna Nannini in una “maleducata” Je so’ Pazz.

In tutto questo, c’è un solo uomo al comando: James Senese.
Le sue incursioni col sassofono sono poesia in movimento. E’ il simbolo più luminoso della band di Pino Daniele che, composta da Tony Esposito e Tullio De Piscopo (solo per citarne alcuni…), si alterna – assieme ad un complesso resident – nel far riecheggiare le opere del Vate napoletano. Alla fine, anche se non è tutto perfetto, l’improvvisazione e la voglia di fare musica prevalgono su tutto ed è giustamente Napul’è a chiudere il tributo.

Il pubblico dello Stadio San Paolo, dopo ben 4 ore di canzoni, lasciando l’impianto intona un ultimo splendido saluto: perché Pino è!

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