SENSES FAIL: la recensione di “If there Is A Light, It Will Find You” (2018)

NOME

Senses Fail

GENERE

Post-hardcore

ESORDIO

Let If Enfold You (2004)

ULTIMO ALBUM

If There Is A Light, It Will Find You (2018)

COPERTINA

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ELENCO CANZONI

Double Cross
Elevator To The Gallows
New Jersey Makes, The World Takes
Gold Jacket, Green Jacket…
First Breath, Last Breath
Ancient Gods
Is It Gonna Be The Year?
“You get So Alone At Times That It Just Makes Sense”
Orlando and a Miscarriage
Shaking Hands
Stay What You Are
If There Is A Light, It Will Find You

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM

 

PUNTO DI VISTA

I Senses Fail arrivano al settimo album If There Is A Light, It Will Find You, con la stessa voglia di suonare che ha caratterizzato l’esordio Let It Enfold You 14 anni prima. 

If There Is A Light, It Will Find You è stato prodotto da Beau Burchell (Moose Blood, Saosin, Hands Like Houses) ed è la prima opera che il cantante Buddy Nielsen ha scritto dalla prima all’ultima riga. La band è conosciuta per aver affrontato questioni di attualità sui palchi durante gli spettacoli dal vivo però Mr. Nielsen si carica il peso sulle spalle di incontrollabili fattori di stress e porta l’ascoltatore nel labirinto che è la sua mente e dentro le problematiche della sua vita.

First Breath, Last Breath è il primo e al contempo ultimo respiro di un figlio perso dal fronmant Buddy – come detto le sue esperienze personali sono al centro di questo settimo album – e nelle 12 tracce di If There Is A Light, It Will Find You è guidato dall’oscura fascinazione verso il concetto di mortalità (si vede anche dalla copertina, in cui uno scheletro porta in braccio un bambino), in cui si sovrappongono luci e ombre di un passato recente e di un futuro ancora da scrivere.

VOTO: 6,5

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