CARL BRAVE: la recensione di “Notti Brave” (2018)

NOME

Carl Brave

GENERE

Rap/Trap

ESORDIO

Notti Brave (2018)

ULTIMO ALBUM

Notti Brave (2018)

COPERTINA

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ELENCO CANZONI

Professorè
Fotografia (feat. Francesca Michielin e Fabri Fibra)
Camel Blu (feat. Giorgio Poi)
Parco Gondar (feat. Coez)
Vita
Noi
Pub Crawl
Malibu (feat. Gemitaiz)
Chapeau (feat. Frah Quintale)
E10 (feat. Pretty Solero & B)
Bretelle (feat. Emis Killa)
La CUenta (feat. Franco 126 e Federica Abbate)
Scusa (feat. Ugo Borghetti & B)
Pianto Noisy
Accuccia

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM

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PUNTO DI VISTA

Dopo Polaroid, album del 2017 secondo Rolling Stone, Carl Brave e Franco 126 si sono consacrati a nuovi paladini della musica italiana. A un solo anno di distanza, Carlo Luigi Coraggio (vero nome di Carl Brave) vuole dire ancora la sua ma questa volta da solo: nelle sue Notti Brave l’artista trasteverino ospita innumerevoli artisti del mondo rap e pop di oggi e di ieri (come Coez, Fabri Fibra ma anche Francesca Michielin).

Le Notti Brave di Carl iniziano con una soffiata di disagio giovanile di un alunno che parla col cuore a una prof (Professorè) e di amori giovanili tra temi appallottolati e gettati nel secchio, baci con l’apparecchio e qualche ricordo adolescenziale sbiadito. In Fotografia si continua il discorso iniziato in Polaroid dove le istantanee sono importanti per il ricordo concreto dell’evento. Francesca Michielin è una boccata d’aria in mezzo all’autotune mentre Fabri Fibra è la voce della coscienza (“Ho preso un disco solo dalla copertina, la moda è bella ma ci rende tutti uguali”) contrapposta alla voglia di uscire e di estate dell’autrice di 2640.

Dopo Missili insieme a Frah Quintale, Giorgio Poi torna a collaborare con un rapper, in questo caso anche se compagno di etichetta. Non a caso è stato chiamato ‘Re Giorgio’ per la sua versatilità e per donare colore a brani di ogni genere: con un solo album ha saputo riscrivere le leggi del pop moderno. In Camel Blu Carl descrive la storia d’amore fumosa con la sua lei, Giorgio è reazionario e impetuoso.

Carletto celebra poi il Parco Gondar della Città di Gallipoli – città in cui suonerà quest’estate insieme a Franco 126 – con l’amico Silvano Albanese alias Coez. Le due voci sono due coscienze, descrivono i momenti al Parco salentino: Carlo dimissionario (“Ti cerco nella vodka ma poi non trovo posto”) e Coez romantico (“A volte se mi sei vicino tremo”).

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Come Draco in Dragonheart, il cantante romano svela il suo cuore per essere colpito dall’amore puro (Vita), senza pensare alle conseguenze (“Se ti do la mia vita in mano, giura che poi tu me la tratti bene”) e poi si abbandona a un tenero sussulto di nostalgia (Noi) in cui tesse una filastrocca d’amore dalla romanità strabordante (“Ti ho presa a cavacecio perchè andiamo troppo veloci”). Come una hit estiva spagnola che fa il verso a Enrique Iglesias, Carlo indossa i panni di un moderno Trilussa che passeggia da solo sotto la pioggia, fa Pub Crawl e racconta la sua Roma tra buche e sanpietrini, iPhone, straniere americane, il Ponentino, Campo De’ Fiori, i bangla e i clochard. E di come il centro della Capitale diventi sempre più una giungla a causa del traffico, nel suo racconto musicale tornano Mr. Ok e Brigitte Bardot per un elenco veritiero di luoghi comuni sulla Capitale d’Italia.

A Malibu c’è l’incontro con Gemitaiz che canta di una storia d’amore finita tra un orgasmo e un’attacco di panico e molti altri racconti estivi (“Un cane chiuso in auto d’estate, uno del mare che non sa nuotare”). Altro giro, altro rapper: Frah Quintale riprende la tradizione reggae dei primi anni duemila dei Sud Sound System e Mr. Brave guida il ritornello romano/romantico studiato per restare in testa: “E sai che c’è, c’è che se non penso più a niente finisco a pensa sempre a te…”: Chapeau!

Tornano gli amori estivi (E10), un caffè al sole, gocce di vino sul pavimento, con Carl e Pretty Solero che parlano di una crepa nella storia d’amore (che ritorna sempre…), calci, litigate poi il silenzio e quella nostalgia che pervade ogni rapporto in silenzio. È l’ora di indossare le Bretelle insieme a Emis Killa per affrontare l’ennesimo litigio d’amore: i difetti, quelli fastidiosi di una donna, vorremmo un po’ tutti cancellarli.

E in un attimo Carlo è da solo a casa con il solito vino rosso e un filmetto in Sub Ita cercando la sua lei (La Cuenta)ma non la trova mai, aiutato dall’amico di sempre Franco 126 e dalla voce pop di Feberica Abbate. Perdendosi tra i vicoli e rivedendo il viso di lei in ogni faccia “in questa città non ci incontriamo mai neanche di notte, forse doveva andare così”.

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“Quante volte ho scritto un messaggio da ubriaco e poi cancellato, a volte ho tirato la corda ma solo per il piacere di farlo” – a chi non è successo? Molte volte quel maledetto messaggio lo abbiamo mandato solamente per chiedere poi scusa: la voglia di tirare la cinghia oltre il limite per poi tornare sui propri passi, in ginocchio e a mani giunte. Scusa è un monito al pentimento e al voler sempre tornare indietro, anche solo per il piacere di farlo e di logorarsi lentamente dall’interno. Poi Carl Brave, come un moderno Clint Eastwood, cammina nel West del suo Pianto Noisy. Le dediche rimangono sempre “a lei”, unica vera ispirazione del cantore trasteverino in tutto il disco Notti Brave che si chiude con Accuccia, dedica al cane. La canzone è una visione semi-seria del miglior amico dell’uomo con un giro di chitarra che ci accompagna tutti verso l’uscita.

La romanità e le esperienze di vita sono le ancore che Carl Brave crea e a cui non solo lui stesso ma tutto il suo pubblico (di Roma e non) si aggrappa. Con Polaroid è quasi un rapper serio mentre in Notti Brave, il cantante trasteverino si presenta come autore, scrittore e Dante di se stesso e di tutto ciò che lo circonda. Proprio come il Sommo Poeta, Carletto si dimostra innamorato del suo lavoro, delle donne, della sua città e viaggia nel suo Inferno con un amico diverso per ogni girone. Il suo Virgilio (rappresentato da Franco 126) ovviamente non poteva mancare e così nemmeno le Muse (Francesca Michielin e Federica Abbate) a rendere più dolce la scampagnata di Carl Brave nel regno dell’occulto e ad assaggiare anche solo per un momento quel Paradiso che tanto va agognando.

VOTO: 9

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