WE ARE SCIENTISTS: la recensione di “Megaplex” (2018)

NOME

We Are Scientists

GENERE

Indie-Rock

ESORDIO

Safety, Fun, and Learning (In That Order) (2002)

ULTIMO ALBUM

Megaplex (2018)

COPERTINA

we-are-scientists-megaplex-copertina-recensione-album-foto.jpg

 

ELENCO CANZONI

One In One Out
Notes In A Bottle
Heart Is A Weapon
Your Light Has Changed
Kit
No Wait At Five Leaves
Not Another Word
Now Or Never
You Failed
Properties Of Perception

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM


PUNTO DI VISTA

Megaplex, il miglior album che abbiamo mai realizzato, arriverà il 27 aprile in tutti i negozi. Quel giorno, sarà un vero inferno per chiunque cerchi di trovare una copia … a meno che non l’abbia già pre-ordinata”

Il claim scelto dalla band indie alternative, in sosta da due anni, per pubblicizzare la loro neonata creazione non bada certo a modestie sommesse né al timore di poter gridare il proprio valore a piena voce. E decide di puntare sull’azzardo.

2000’s nostalgia

Trio dance e post punk di Claremont, California, i We Are Scientists sono un gruppo maggiorenne (formatisi nell’oramai lontano 2000) appartenente alla prima ondata di indie brit e americano, di cui i compagni d’arme Arctic Monkeys, Maxïmo Park, Mystery Jets e Kaiser Chiefs portano da decenni lo stendardo, e le cui musiche sono spesso connotate da revival punk e caligini garage.

In quanto primi campioni acclamati del loro genere, hanno sempre cercato di farsi carico della fiaccola dell’indie punk nel corso degli anni, proponendo riff cinetici asciutti e melodiose voci echeggianti. Ma come ogni tedoforo che si rispetti, arriva il momento di cedere il passo ai tempi che corrono e lasciare il testimone a chi è capace di raccoglierlo, proponendo quindi qualcosa di più innovativo per il pubblico moderno. Ed è quello che Megaplex tenta di comunicare: c’è dell’impeto shoegaze ed indietronico in questa nuova bizzarra creatura, un amalgama interessante che combina il sound del passato blandendo quelle melodie taglienti a cui ci avevano abituati, ma restituendo maggiore dinamismo per merito di fresche iniezioni di synth-pop. A detta di alcuni, è probabilmente è il loro sforzo più ambizioso da Brain Thrust Mastery (datato 2008) ed offre una gamma ampia e colorata di canzoni pop che sicuramente lasceranno un sorriso sul viso. Non ci sarà una vera direzione artistica, ma chi ha detto che la vita debba essere sempre rettilinei?

Che poi a guardar bene c’è dentro un po’ di tutto. Prendiamo in esame qualche brano: Heart Is a Weapon ricorda sfacciatamente una modellazione della preziosa cristalleria dei Scissor Sisters, con le loro sinuosità dance rock e i loro riflessi Elton Johnianici (si può dire così?) … skippando di una canzone si entra nel campo del mero distorto dalle tinte alternative rock, con un pezzo (Your Light Has Changed) che ricorda gli Incubus di Light Granades (manco a farlo apposta). You Failed è un’altra chicca della congerie (comunque piuttosto ordinata) che è Megaplex: per chi ama la french house, sentirà che qualche vento sonoro porta le note dei Daft Punk con sé.

Non il loro non plus ultra a 33 giri (si fa per dire), ma comunque un album dalla valenza di inatteso rinnovo. Che si spera porti presto i suoi frutti.

Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo”

VOTO: 7

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.