THIRTY SECONDS TO MARS: la recensione di “America” (2018)

NOME

Thirty Seconds To Mars

GENERE

Alternative/Progressive Rock

ESORDIO

Thirty Seconds To Mars (2002)

ULTIMO ALBUM

America (2018)

COPERTINA

thirty-seconds-to-mars-cover-album-america-foto.png

ELENCO CANZONI

Walk on Water
Dangerous Night
Rescue Me
One Track Mind (feat. A$ap Rocky)
Monolith
Love Is Madness (feat. Halsey)
Great Wide Open
Hail To The Victor
Dawn Will Rise
Remedy
Live Like A Dream
Rider

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM


PUNTO DI VISTA

di Renato Boschetti

Jared Leto è tornato. Dopo una pausa di cinque anni dall’ultimo prodotto in studio (Love, Lust, Faith and Dreams del 2013) e dopo un Premio Oscar come Miglior Attore Non Protagonista per Dallas Buyers Club, l’ex ragazzo prodigio, ormai 47enne, torna alla sua prima passione con America, quinto album della band di Los Angeles.

Un viaggio celebrativo alla scoperta degli States, dei suoi eccessi e delle sue bellezze, così come delle sue contraddizioni.

Walk On Water, primo singolo dell’album, è stato rilasciato quasi un anno fa, il 22 agosto 2017, ed è stato subito acclamato dalla critica per il suo ritmo accattivante e stimolante: un vero e proprio “inno non ufficiale” degli Stati Uniti, fatta di tamburi, sintetizzatori e basi elettroniche, tanto coinvolgenti da essere portare Kerrang! ad assimilarla ad “una chiamata accesa alle armi”. Il brano, che rispecchia il clima politico attuale, mette a nudo nel testo le mille facce dell’America (le dieci copertine diverse del disco ne sono una conferma).

Ma non ci sono solo marce elettroniche: la quinta fatica dei 30 Seconds To Mars si rivela completa e variegata, con splendide ballad romantiche come Dangerous Night e canzoni introspettive come il quarto singolo, Rescue me.

Non mancano featuring di prestigio, come il singolo One Track Mind (feat. ASAP Rocky) e la splendida Love is Madness, dove Jared Leto si fa accompagnare e completare con maestria da Halsey.

L’elettronica e le influenze alternative sono il filo conduttore dell’album (vedesi alla voce Monolith, brano strumentale incluso nell’album, per la serie “le parole, a volte, non servono”), che possiamo definire l’esame di maturità del ventesimo anno della formazione di casa Leto. Un esame di maturità passato a pieni voti.

VOTO: 8,5

 

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