LAUREN RUTH WARD: la recensione di “Well, Hell” (2018)

NOME

Lauren Ruth Ward

GENERE

Rock/Indie

ESORDIO

Well, Hell (2018)

ULTIMO ALBUM

Well, Hell (2018)

COPERTINA

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ELENCO CANZONI

Staff Only
Sideways
Those Letters
Make Love To Myself
Blue Collar Sex Kitten
Sheet Stains
Did I Offend You?
Travel Man
Well, Hell

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM

 

PUNTO DI VISTA

Lauren Ruth Ward, famosa per essere la compagna di Laura Pergolizzi (in arte LP, la cantante di Lost On You) ci dimostra di avere talento da vendere nel suo debutto solista.

Ascoltando le 9 tracce di Well, Hell, disco d’esordio della modella e attrice statunitense, si viene catapultati in un altro tempo: nella sua voce rivive Janis Joplin ma anche il blues e l’indie-pop dei primi anni 2000. Lauren ci rende partecipi della sua crudele sensualità vocale nel singolo Sideways, che come una barca sull’Acheronte oscilla tra il peccato e la redenzione. Sempre molto chiari i riferimenti vocali a Florence Welch con il suo vibrato sensuale ma mascolino, nonostante tutto Lauren riesce a ricamarsi il suo spazio cosmico privato.

Con una fascetta sulla fronte Lauren cavalca gli anni 60 più psichedelici, quelli degli acidi, di Janis Joplin e del fango di Woodstock come si intercetta nel singolo Blue Collar Sex Kitten. La modella ci porta tra le braccia di Morfeo in un contesto post-droghe sintetiche con Sheet Stains, rapimento autorizzato delle sinapsi. L’anima più folk e leggiadra della Ruth Ward viene fuori in maniera naturale su Did I Offend You? e poi finisce tutto con la title track Well, Hell, a metà tra Little Sister dei Queens Of The Stone Age e Patti Smith.

Lauren Ruth Ward dimostra a tutti che anche una modella può avere un futuro nel mercato discografico purché sia condito con bravura e tanto lavoro.
Capito Carla Bruni?

VOTO: 7

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