BRIAN FALLON: la recensione di “Sleepwalkers” (2018)

NOME

Brian Fallon

GENERE

Rock/Punk/Alternative-Rock

ESORDIO

Painkillers (2016)

ULTIMO ALBUM

Sleepwalkers (2018)

COPERTINA

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ELENCO CANZONI

If Your Prayers Don’t Get To Heaven
Forget Me Not
Come Wander With Me
Etta James
Her Majesty’s Service
Proff Of Life
Little Nightmares
Sleepwalkers
My Name Is The Night
Color Me Black
Neptune 
Watson
See You On The Other Side

 

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM


PUNTO DI VISTA

di Matteo Mantovani

Che sia chiaro, sono un grande fan di Brian Fallon, i Gaslight Anthem sono una delle mie band preferite degli ultimi anni e dischi come The 59 Sound e American Slang li porto nel cuore, tuttavia la carriera solista di Fallon giunta al secondo capitolo fa parlare di sé, fin da Painkillers il primo disco, e quando se ne parla purtroppo non sono mai cose troppo buone.

In questo breve parere personale percorro esattamente la stessa linea.

Sleepwalkers contiene dodici tracce come il predecessore, e proprio come il disco precedente tra qualche mese nessuno se lo ricorderà più, si andrà ad ascoltare qualche pezzo sparso qua e là, questo è fondamentalmente il problema della carriera solista di Brian Fallon, i suoi lavori sono fatti tutti da canzoni belle ma niente di più; i Gaslight Anthem e anche quella piccola straordinaria parentesi chiamata Horrible Crowes sapevano dare tutto ciò che lo stesso Fallon da solo non riesce, nonostante si possa percepire la totale devozione di Brian nei suoi lavori.

Ovviamente ci sono dei punti più alti di altri sparsi nel disco, posso citare senza dubbio i tre pezzi che più mi hanno convinto ovvero Neptune, My Name is The Night e Come Wander with Me, tre buoni brani che scorrono davvero bene, con delle ottime linee vocali che vanno a discostarsi per originalità dalle altre tracce che cadono troppo spesso in un brano già sentito.

Una cosa mi ha sicuramente colpito di Sleepwalkers, i testi.

Dall’inizio alla fine si parla sostanzialmente di problemi di amore, il recente divorzio dalla moglie sembra aver influenzato non poco Fallon, amore sperato, non corrisposto, sogni e desideri improbabili o addirittura confessioni di un affetto forse non dimostrato prima, probabilmente lo sa solo lui ma in ogni modo questo tema ricorrente non passa inosservato dopo qualche ascolto del disco, onestamente dopo cinque canzoni ci si chiede se sarà cosi fino alla fine, lo sarà; con una See You On The Other Side che farà un figurone incredibile in un film romantico, ne sono certo.

Che rabbia, il disco del nostro ragazzo del New Jersey sembra una bomba ad esplodere da un momento all’altro dopo qualche buon brano ma purtroppo viene sempre detonato sul più bello da ballate che lasciano il tempo che trovano come ad esempio Proof of Life o un brano insipido come Etta James, passando per Little Nightmares inoltre conosciamo tutti le chiare influenze musicali di Brian e le si possono percepire chiaramente, ma Dylan e Springsteen sono altra cosa.

Brian Fallon e la sua band sono proprio in questi giorni in Europa per la promozione di Sleepwalkers, sono convinto che tutte le tracce del disco dal vivo possano avere una resa migliore e sperata dagli stessi fan, io comunque un suo concerto anche in questa veste solista non me lo perderei assolutamente.

Che dire, dieci anni fa usciva The ’59 Sound un disco enorme, oggi ci accontentiamo di molto meno, ci portiamo a casa un lavoro anonimo con qualche buona canzone da ascoltare ogni tanto, ma con occhio fiducioso per il futuro.

Non demordere Brian, sono dalla tua parte.

VOTO: 6,5

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