Sanremo 2018, la finale: il Festival ha il suo vincitore più scontato, trionfa il duo Meta-Moro

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Dal rischio esclusione alla redenzione, e poi dritto fino alla vittoria finale. Non poteva avere esito più scontato l’edizione numero 68 del Festival di Sanremo: vincono Ermal Meta e Fabrizio Moro con il loro insipido e banale inno antiterrorismo, favorito dai bookmakers sin dalla vigilia e trionfatore annunciato ancor prima che si alzasse il sipario al Teatro Ariston.

Vince il duo “engagè”, precedendo Lo Stato Sociale e Annalisa, piacevole sorpresa di questa edizione. La ragazza ha i mezzi vocali giusti per superare anche l’ostacolo del solito pezzo a tema amoroso e si rivela come una delle migliori stelle di quella vasta galassia chiamata talent show che ogni anno produce volti nuovi destinati perlopiù a spegnersi come meteore. Non sorprende invece la piazza d’onore conquistata da Lodo Guenzi e compagni: quella che una volta era la scena indie, sta pian piano conquistando la scena e fette sempre più ampie di pubblico; e l’ospitata di Tommaso Paradiso nella prima serata, con il cantante romano che si è concesso il lusso di lanciare dal palco più prestiigioso il nuovo tour dei TheGiornalisti, ne è la prova lampante. A contribuire al successo della band bolognese – che si è aggiudicata anche il premio Lucio Dalla – oltre allo stile scanzonato con cui si sono presentati sul palco, anche le sempre apprezzate performance danzerecce di Paddy Jones.

Ma la serata finale del Festival – una maratona di quasi cinque ore chiusasi a notte inoltrata – ha raccontato molto altro: gli Elii chiudono il loro festival in ultima piazza, un Arrivedorci decisamente amaro (sempre che nella band di Belisari non scorresse prepotente lo spirito di Malabrocca, indomito cacciatore di maglie nere nell’epopea eroica del ciclismo di Coppi e Bartali), mentre nei quartieri alti spicca il piazzamento ai piedi del podio di Ron.

Tanti gli ospiti di serata: ad aprire le danze Laura Pausini. La cantante di Solarolo, dopo aver dato forfait nella prima serata per laringite, si presenta sul palco non ancora al top; malgrado ciò, fa da autentica mattatrice, dapprima presentando il suo nuovo singolo, quindi duettando con Baglioni sulle note di Avrai prima del gran finale con Come Se Non Fosse Stato Mai Amore con la Pausini che addirittura esce dall’Ariston e improvvisa duetti con i fan all’esterno del teatro.

Sul palco dell’Ariston spazio anche per Fiorella Mannoia, che intona Mio Fratello Che Guardi Il Mondo di Ivano Fossati introdotta da un meraviglioso monologo di Pierfrancesco Favino sulla condizione degli immigrati che entra di diritto fra i momenti più intensi di tutto il festival. Sul finale di puntata, prima del verdetto e della lettura della classifica finale, scena per il trio Renga, Nek e Pezzali che accompagnano Baglioni sulle note della sua classica Strada Facendo.

Con la seconda esecuzione di serata della canzone vincitrice – che sta già volando nell’air play radiofonico e che facilmente ci terrà compagnia assai di frequente nei giorni a venire – si chiude ufficialmente questa edizione del Festival, il capitolo 68 di una lunga storia nazional-popolare.

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