LINKIN PARK: i risultati dell’autopsia su Chester Bennington

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Il sito americano di gossip TMZ ha diramato i risultati dell’autopsia effettuata sul cantante dei Linkin Park Chester Bennington, morto suicida il 20 luglio.

Qualche giorno dopo il suicidio di Chester Bennington, avvenuto nella sua villa in California il 20 luglio, si era parlato di presenza di ecstasy nel sangue ma questi esami hanno definitivamente smentito la notizia precedentemente diramata. Le autorità competenti hanno fatto sapere che nella casa dell’ex cantante dei Linkin Park erano conservati dei sonniferi e che il frontman stava consumando la seconda birra quando si è tolto la vita. La moglie Talinda raccontò che Chester aveva una storia di depressione alle spalle e stava facendo un percorso di allontanamento dalle dipendenze di droga e alcol. Il cantante statunitense aveva già tentato una volta di togliersi la vita, circa una decina di anni fa, quando uscì di casa ubriaco e con un fucile.

I Linkin Park hanno mandato in scena l’ultimo saluto al frontman Chester Bennington poco tempo fa, con molti ospiti sul palco tra cui Sum 41 e Alanis Morissette a supportare Mike Shinoda e soci mentre il 15 dicembre sarà pubblicato One More Light Live, collezione di 16 brani dal vivo registrati durante il One More Light World Tour, giro di date a supporto dell’ultimo album di studio che li ha portati anche sul palco dell’I-Days Festival a Monza. Dall’album dal vivo è stata estratta Crawling.

 

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