I THE MIGHTY: la recensione di “Where The Mind Want To Go/Where You Let It Go” (2017)

NOME

I The Mighty

GENERE

Prog-rock/post-hardcore/alternative

ESORDIO

We Speak (2010)

ULTIMO ALBUM

Where The Mind Wants To Go/Where You Let It Go (2017)

COPERTINA

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ELENCO CANZONI

Degenerates
Pet Names
Chaos In Motion
Where The Mind Wants To Go
Symphony Of Skin
Sleepwalker
Escapism
111 Winchester
The Sound Of Breathing
Silver Tongues feat. Tilian
Where You Let It Go

VIDEO DALL’ALBUM


PUNTO DI VISTA

I The Mighty sono una validissima band progressive post-punk di San Francisco, formatisi nel 2007 e venuti alla ribalta prima con We Speak (2010) e poi con l’album Satori del 2013. Il 20 ottobre 2017 la band pubblica Where The Mind Wants to Go / Where You Let It Go con la casa Rude Records, già sentita nominare coi 7 Minutes In Heaven e levatrice di gruppi come la Banda Bassotti e Gogol Bordello.
Diciamo subito perché questo disco merita un ascolto: per come si presenta già dal suo singolo di punta, Silver Tongues, la musica che accompagna l’ecletticità creativa di questa band è senza dubbio un muro di suono pulsante di percussioni frenetiche, synth eterei e riff trascinanti che ricordano la suggestione dei pezzi dei Mutemath, l’adattabilità space rock dei Muse, tutto ciò che di buono è venuto dall’emo (coralità diffuse e testi intimisti accompagnati da virtuosi giri di basso) e sonorità che spaziano dal pop punk all’indie in stile Plain White T’s e Snow Patrol.
A proposito di questo album, il lead vocalist e chitarrista Brent Walsh (il cui stile vocale e di controcanto ricorda per certi versi quello synth pop di Adam Young degli Owl City) sostiene che “questo giorno non è potuto arrivare abbastanza velocemente. L’album in questione è il culmine di anni di ispirazione e di energia”. Rispetto ai precedenti dischi, quest’ultimo LP ha in effetti alzato ancor più l’asticella affinando il livello strumentale e il lirismo del raffinato storytelling, già prerogativa del quartetto californiano. Il risultato è una miscela dall’alto numero di ottano che non detona mai realmente, ma sprigiona un’energia avvolgente ed elegante che accompagna quel bisogno di tensione muscolare di chi ha sempre visto nel pop punk una valvola di sfogo cinestetica.
Degni di nota sono i brani Chaos in Motion, Symphony of Skin, Escapism e Silver Tongues (ovviamente), più che semplici canzoni post punk, con quel retrogusto evocativo e distante che rende una certa maestosità ad un sound altrimenti circoscritto alla sua stessa compressione sonora.
Insomma I the Mighty sono tante cose diverse, ma con un minimo comun denominatore: la ricercatezza melodica di un ascolto più che godibile, a tratti cullante, a tratti liberatorio. Corroborati da una linea ritmica e uno spessore bassistico non sempre reperibili in questo genere.

VOTO: 7,5

Gianluca Ricotta

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