SHARPTOOTH: la recensione di “Clever Girl” (2017)

NOME

Sharptooth

GENERE

Hardcore

ESORDIO

Clever Girl (2017)

ULTIMO ALBUM

Clever Girl (2017)

COPERTINA

sharptooth-clever-girl-album-cover-foto.jpg

ELENCO CANZONI

Rude awakening
Clever girl
Give em’ hell kid
Fuck you Donald Trump
Can i get a hell no
Jesus loves you
No sanctuary
Left 4 dead
Rise
Blood upon your hands
Pushing forwards

VIDEO DALL’ALBUM


PUNTO DI VISTA

“Fuck you, Donald Trump!”

Conosciuto per spettacoli live esplosivi, l’energia di uno screaming sopranistico e messaggi provocatori con piena coscienza politica di sé, il gruppo Sharptooth, malgrado la tenue minacciosità del nome blandita dalla sua stessa provenienza (Sharptooth non è nient’altro che Denti Aguzzi, per chiunque fosse cresciuto coi VHS de “La valle incantata”) si è formato tra le rivolte nere di Baltimora a seguito del conclamato caso di uccisione a freddo di un afroamericano per mano della polizia, come loro stessi affermano:

“È stato un punto di svolta per la politica e la musica”, dice il chitarrista Lance Donati. “Nel 2014, i disordini stavano andando avanti proprio sotto ai nostri occhi, ma il mainstream media andava in una direzione completamente opposta, e solo dopo l’avvento di internet è arrivata una terza voce in capitolo. Questo fatto ci ha presi letteralmente a calci in culo e ci ha fatto osservare com’è il mondo che ci circonda”.

Nel mondo della sottocultura punk, gli Sharptooth rappresentano una rarità: in una dimensione come quella hardcore, dominata in prevalenza da quote blu, la rabbia e il livore verso la società sono quasi sempre espressi da una prospettiva maschile. Da questo punto di vista, il gruppo del Maryland fa esattamente ciò che ci si aspetta dall’hardcore punk, ovvero prendere tutte le frustranti cause della società, miscelarle in un unico shaker e versarle nel tumbler di un disco senza troppi ninnoli. La differenza sta semplicemente nella lente con cui vengono trattati questi temi, un’ottica prettamente femminile.

Ma l’album Clever Girl fa una mossa intelligente: non tenta di parlare a nome di tutte le donne, ma propone la sua personale visione d’insieme. Mostrando il modo in cui le donne e, in una certa misura, tutte le minoranze, sono trattate dalla società.

Il grido gutturale di Lauren Kashan, vocalist della band, può tranquillamente essere la cosa più terrificante che possiate ascoltare all’interno di un genere hardcore del tutto insondato. Eppure, questo disco ha anche momenti di placida spiritualità (in termini di testi), come l’emotiva Give Em’ Hell Kid o la demegorica Jesus Loves You. Pur non avendo grandi accessi sperimentali, ogni canzone riesce a suonare sufficientemente diversa dall’altra, evitando molti dei riff e movenze stereotipati del genere.

Sì, ci saranno un paio di volte in cui questo album tratterà argomenti scomodi, come l’ironico Left 4 Dead, che si occupa esplicitamente delle brutture più amare della violenza sessuale, ma per gli appassionati di quel limbo che travalica il confine fra screaming e grohl, Clever Girl ha tutto ciò che ci si aspetta da un disco tematico hardcore punk, e forse anche di più.

VOTO: 7,5

Gianluca Ricotta

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