SAM SMITH: la recensione di “The Thrill Of It All” (2017)

NOME

Sam Smith

GENERE

Pop/Vocale/Soul

ESORDIO

In the Lonely Hour (2014)

ULTIMO ALBUM

The Thrill Of It All (2017)

COPERTINA

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ELENCO CANZONI

Too Good At Goodbyes
Say It First
One Last Song
Midnight Train
Burning
HIM
Baby, You Make Me Crazy
No Peace feat. Yebba
Palace
Pray
Nothing Left For You
The Thrill Of It All
Scars
One Day At A Time

VIDEO DALL’ALBUM


PUNTO DI VISTA

“Il desiderio si esprime attraverso la carezza come il pensiero attraverso il linguaggio”. La frase di Jean Paul Sartre è perfetta per descrivere al meglio The Thrill Of It All, secondo album di studio di Sam Smith.

Il cantante inglese, dopo l’Oscar conquistato nel 2015 per Writing’s On The Wall, colonna sonora di Spectre, sembrava essersi smarrito nei meandri di qualche negozio di musica di provincia. E invece rieccolo qui.

Dopo una massiccia campagna pubblicitaria non solo nel Regno Unito ma anche negli Stati Uniti,  la voce di Londra pubblica Too Good At Goodbyes, primo singolo estratto dal disco e relativo video. Con il singolo Sam sembra cavalcare l’ondata di Adele, la classica ballad pop scala-classifiche. Dietro c’è molto di più.

Sam Smith urla e sibila i suoi brividi, di emozione, paura e tristezza ed accorpa un prodotto delicato, mai noioso ma anzi cullante e riflessivo. The Thrill Of It All è una lunga riflessione nelle vene di Sam e dimostra ancora una volta di essere un principe dalla penna fatata e dalla voce angelica.

Viene fuori una prova cercata e voluta, semplice nella sua realtà pop ma complessa per il significato intrinseco (“Holy father, we need to talk, i have a secret that I can’t Keep, I’m not the boy that you thought you wanted”HIM). Sam Smith parla dei suoi segreti alla famiglia e al pubblico, la difficoltà di essere omosessuale in un mondo oggi ancora così chiuso mentalmente, i problemi di comprensione tra esseri umani e la depressione di rimanere molte volte ai margini di una società antica e chiusa. Ma Sam è anche un walzer danzante di gioia e falsetti, ricco di aspettative d’amore come in Baby, You Make Me Crazy.

The Thrill Of It All è il diario segreto di Sam Smith in cui ci parla dei suoi segreti più reconditi, i temi portanti sono la sessualità e la famiglia, così come in In The Lonely Hour. Le ferite le preghiere e gli attimi vissuti dal corpo del venticinquenne inglese vengono messi a nudo da lui stesso, lasciando ben in evidenza però solamente un unico tratto distintivo: la voce.

La voce è il punto d’incontro tra l’uomo e il dio.

VOTO: 7,5

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