ENTER SHIKARI: la recensione di The Spark (2017)

NOME

Enter Shikari

GENERE

Post-hardcore/Rock

ESORDIO

Take To The Skies (2007)

ULTIMO ALBUM

The Spark (2017)

COPERTINA

Enter_Shikari_-_The_Spark_cover_foto.jpg

ELENCO CANZONI

The Sparks
The Sights
Live Outside
Take My Country Back
Airfield
Rabble Rouser
Shinrin Yoku
Undercover Agents
The Revolt Of The Atoms
An Ode To Lost Jigsaw Pieces
The Embers

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM

 


PUNTO DI VISTA

Friedrich Engels diceva “Spesso le idee si accendono l’una con l’altra, come scintille”.

Gli Enter Shikari, band post-hardcore inglese nata nel 2003, dopo 4 album e 9 EP ha finalmente trovato la propria scintilla. The Spark è un album che li disintegra come emo-punk-band e la ricostruisce completamente, mattone dopo mattone.

Rou Reynolds (voce e chitarra), Chris Batten (basso), Rob Rolfe (batteria) e Rory Clewlow (chitarra) hanno scritto la colonna sonora di un mondo tumultuoso che si è avviato sempre più verso l’egemonia di un Presidente dai capelli scoloriti e il suo nazionalismo vecchio quanto Roma e dalla divisione dal resto d’Europa di una delle terre che ha regalato più gioie musicali di quanto siano state quelle calcistiche.

The Spark è il prodotto del cervello e dei muscoli di Rou Reynolds, leader della band, che nel 2015 vede crollare il pavimento sotto ai suoi piedi con attacchi di panico sempre più frequenti a seguito di un infortunio – “e allora combatti con sostanze che sono inutili” dice Rou riguardo la fine della sua dipendenza da droghe.

Dopo tre mesi di insonnia e un’ennesima relazione duratura finita prima del tempo, Rou Reynolds si riprende la sua vita mettendosi alla prova come cantautore, si immedesima nel Duca Bianco David Bowie grazie a un software simil-karaoke e risale lentamente la china.

The Spark è una storia, il racconto di come un uomo può cadere tanto in basso e tanto in alto può risalire. Gli Enter Shikari si fermano per un momento a riflettere quale delle due strade di montagna è meglio intraprendere: quella asfaltata e illuminata che prosegue dritta verso l’alto oppure il sentiero buio sterrato che gira tutt’intorno alla montagna. E sia chiaro, alla band non sono mai piaciute le cose semplici.
Con questo album, i quattro di St Albans buttano nel cesso tutto quello che di bello (e di brutto) hanno creato in passato e plasmano una nuova entità a loro attuale immagine e somiglianza, razionalizzano le urla dei precedenti Take To the Skies, Common Dreads, A Flash Flood Of Colour e The Mindsweep, e le incanalano positivamente in 11 tracce dal volto tipicamente synth-pop.

Dopo due anni di gestazione, gli Enter Shikari decidono di ripartire da zero, prendono il sentiero buio e sterrato e iniziano a costruirci dei tralicci per la luce. Il cammino sarà duro ma averlo iniziato è la consapevolezza che qualcosa in te è cambiato per sempre.

La scintilla che brilla negli occhi di ognuno di noi non si potrà mai spegnere, Rou Reynolds e i suoi Enter Shikari questo lo hanno finalmente capito.

 

VOTO: 8

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