Ainé, Filippo Bubbico e Lauryyn cantano le fasi dell’amore: «La Luna influenza la nostra vita»

"Luna piena" è il nuovo EP di Ainé, Filippo Bubbico e Lauryyn, i volti più interessanti della scena soul e R&B italiana: leggi l'intervista

“Luna piena” è il nuovo EP di AinéFilippo Bubbico Lauryyn, tre dei volti più interessanti della scena soul e R&B italiana. Il progetto è nato dall’incontro di tre visioni. Scrittura e produzione si fondono in un’unica identità sonora, intensa e riconoscibile.

L’EP di cinque brani attraversa le diverse fasi dell’amore, ispirandosi ai cicli lunari come metafora emotiva.  Un racconto fatto di equilibrio instabile, attrazione e distanza, dove il legame diventa movimento. Tra parole ripetute come mantra e una produzione calda e minimale che lascia spazio alla voce e alle parole, si esplora il bisogno di riconoscersi nell’altro anche tra paure, confusione e silenzi.

“Ci conosciamo e stiamo artisticamente insieme da diverso tempo e poi – raccontano Ainé, Filippo Bubbico e Lauryyn – incontrandoci un po’ più spesso, è nata la connessione umana. Qualche anno fa abbiamo pensato di fare qualcosa insieme. Quel qualcosa, in questi due anni, si è trasformato in questo EP”.

⁠Il titolo dell’EP, “Luna Piena”, richiama i cicli lunari come metafora delle fasi dell’amore. In che modo questa ciclicità ha influenzato la struttura dei brani e la narrazione del disco?
La luna influenza costantemente la vita di tutti noi, a volte più o meno coscientemente. Per noi è stato un puro caso, non abbiamo basato il nostro lavoro di scrittura su questo, ma la consideriamo una struttura meravigliosa.

Tra i brani spicca la collaborazione con Daniele Germani in “Orbita”. Com’è stato integrare un elemento esterno al vostro trio?
Daniele Germani è un musicista che stimiamo infinitamente. È stato molto spontaneo chiamarlo a partecipare al nostro lavoro. Inoltre, ha un passato di collaborazioni con Ainé piuttosto corposo.

⁠In fase di produzione, qual è stato il compromesso più difficile e quale invece la scoperta più sorprendente che avete fatto tutti e tre?
La difficoltà principale è stata la distanza. Ainé vive a Roma, Filippo a Lecce e Aurora a Milano, e lavorare a distanza richiede sacrificio e pianificazione del lavoro. La cosa sorprendente è stata la scoperta di questo suono d’insieme, che è nuovo per tutti e tre, in quanto frutto delle nostre teste e dei nostri cuori, senza che uno prevalesse sull’altro.

“La mia luce” è stato il brano apripista del progetto. Quale aspetto del vostro ‘rifugio emotivo’ avete voluto mettere a nudo con questo singolo e perché avete scelto proprio questo pezzo come biglietto da visita?
“La mia luce” è un brano che ci piace e ci rappresenta molto. Nella sua ripetitività, cela ciò che per noi rappresenta il mantra della ricerca della nostra luce, del nostro miglioramento, della nostra verità.

L’immaginario visivo dell’EP è curato da Brando Pacitto. Quanto è stato importante tradurre in immagini l’atmosfera calda e minimale della vostra musica e che tipo di dialogo c’è stato tra suono e visione?
Quella di Brando è stata una figura chiave nella realizzazione del concept visivo dell’EP. Abbiamo sviluppato tutto a partire dalla musica, filtrandola attraverso la creatività e la visione unica e personale di un artista come Brando Pacitto. Siamo super felici di questa collaborazione.

Come si evolverà “Luna Piena” nella dimensione live? Dobbiamo aspettarci un tour che unisca i vostri repertori solisti o un set interamente dedicato a questa nuova identità sonora?
Stiamo attualmente lavorando per programmare delle date, restate aggiornati sui nostri profili social!

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