
Il ritorno a casa di Eddie Brock non รจ stato un semplice concerto, ma una sorta di seduta collettiva tra amici, un abbraccio lungo due ore che ha spazzato via ogni residuo di polvere sanremese.
Edoardo Iaschi sale sul palco per presentare i brani del suo primo album “Amarsi รจ la rivoluzione”, ammettendo senza filtri di sentirsi “onorato di stare qui dopo quella settimana stancante che chiamano Sanremo”. Il pubblico romano risponde con un boato, trasformando prima “Tarocchi” e poi la corale “Lungomare a Napoli” in un coro unico che riempie ogni angolo di Largo Venue.
Dall’ultimo posto di Sanremo al “Bar Eddie Brock”: il riscatto parte da Roma
Il cuore del live batte in un angolo speciale del palco, il “Bar Eddie Brock”: una panchina, luci calde e il racconto nudo della sua gavetta. Eddie scherza sul rapporto con il suo produttore: “Un giorno vado da Vincenzo e porto unโaltra canzone dโamore, mi dice: ‘che palle, so tutte cosรฌ!’. Gli ho detto di farmi provare se riesco a fare altro… e allora ho scritto Unโaltra canzone dโamore”. C’รจ spazio anche per l’autoironia sul verdetto dell’Ariston, che Eddie trasforma in un manifesto d’appartenenza: “Sapete tutti che sono arrivato ultimo a Sanremo? Noi abbiamo sempre perso, ho pensato: ma ci sarร un altro che perde come noi? A loro dedico Lโultima ruota del carro”.
Dopo l’intimitร di “Lei non sa” e il racconto di “A festa finita”, l’energia del pubblico รจ esplosa con l’arrivo a sorpresa di Briga. La sintonia tra i due ha incendiato il palco, portando una ventata di “romanitร ” verace che ha fatto saltare tutto il club sulle note di “Sei di mattina”. Subito dopo, Eddie ha rivendicato con orgoglio la sua dimensione live: “Ho riscoperto una nuova vita di Avvoltoi, quando siamo qua nei club non abbiamo paura”. ร il momento in cui la musica pop incontra la strada, e il pubblico risponde all’unisono su “Matematica” e sulla liberatoria “Maledettamente”.
“Roma dorme” e il cuore si scioglie: tra aneddoti di vita e l’omaggio a Fabrizio Moro
Il concerto รจ unโaltalena tra il sudore dei club e la poesia della strada. Eddie racconta di quando gli si fermรฒ il motorino a Piazza Bologna: “Ero fuori dal Policlinico, cโera un ragazzo che piangeva e sono andato da lui, la sua ragazza faceva unโoperazione. Si chiama Alberi spogli e ve la canto”. C’รจ il tributo a Fabrizio Moro con “Portami via”, con Eddie che scusa l’amico assente perchรฉ impegnato nella preparazione dei suoi concerti. E la dedica alla Capitale che suona come una dichiarazione d’amore eterna: “Ogni tanto mi ritrovo a Milano, non riesco a starci. Le persone sono fantastiche ma se devo scegliere qualcosa, quando vado a Roma e vedo San Pietro mi si scioglie il cuore”.
Mentre su “Roma dorme” salgono due ragazzi con la maglietta Bella come 6!, e su “Il tuo universo” il palco si riempie della spontaneitร di due bambini e una neolaureata, si capisce che la forza di Eddie Brock รจ proprio questa normalitร disarmante. Il finale รจ affidato a “Trattengo il respiro”, che lui definisce “lโunica canzone che parla davvero di me”, prima di esplodere nel bis finale con i suoi successi piรน amati. Roma lo ha riabbracciato, ricordandogli che a volte, per vincere davvero, bisogna saper perdere con la stessa classe con cui si canta la propria vita su una panchina.
