Addio a David Riondino, scompare a 73 anni il creatore di “Maracaibo”

La notizia della morte di David Riondino scuote il mondo della cultura. Addio a 73 anni al protagonista di Avanzi e maestro dell'ottava rima

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Il mondo dello spettacolo e della cultura italiana perde oggi una delle sue voci più libere, colte e imprevedibili, David Riondino è morto oggi a Roma all’età di 73 anni, dopo aver combattuto contro una lunga malattia. A dare l’annuncio della scomparsa è stata l’amica di sempre, Chiara Rapaccini, con un commosso post sui social.

Fiorentino di nascita (classe 1952) ma cittadino del mondo per vocazione intellettuale, Riondino è stato molto più di un semplice artista: è stato un trovatore moderno, capace di nobilitare la satira televisiva e di riportare l’antica arte dell’ottava rima nelle piazze e nei teatri del Duemila.

Dalla Biblioteca Nazionale al Maurizio Costanzo Show

Prima di diventare il volto stralunato che “ipnotizzava” il pubblico di Maurizio Costanzo, Riondino aveva lavorato per dieci anni come bibliotecario alla Nazionale di Firenze. Quel bagaglio di letture e curiosità lo avrebbe accompagnato per tutta la vita, permettendogli di creare personaggi indimenticabili come il cantautore brasiliano Joao Mesquinho.

Negli anni ’90 è stato tra i protagonisti assoluti della stagione d’oro di Rai 3, partecipando a programmi cult come Avanzi e La TV delle ragazze, dove insieme a Sabina Guzzanti ha firmato alcune delle pagine più brillanti della nostra satira politica e di costume.

David Riondino artista senza confini: tra De André, il cinema e Maracaibo

La sua carriera è stata un mosaico di collaborazioni prestigiose: dalla tournée storica con Fabrizio De André e la PFM nel 1978, al cinema con i fratelli Taviani (La notte di San Lorenzo), fino al sodalizio teatrale con Paolo Rossi e Dario Vergassola.

Non si può dimenticare il suo contributo alla musica leggera: è lui l’autore del testo di Maracaibo (portata al successo da Lu Colombo), brano diventato un cult transgenerazionale, nato quasi per gioco ma capace di nascondere, come ogni sua opera, un’anima più profonda.

Il ricordo del Club Tenco

Ci ha lasciato anche David Riondino. Tenchiano fin dalla prima ora, Amilcare Rambaldi lo aveva chiamato in Rassegna nel 1979 e da lì – anno sì anno no – non se ne è più andato fino alla Rassegna dell’anno scorso. Si era assunto, per sé, il ruolo di giullare, un giullare con una sottile vena di tristezza nel sorriso. In realtà era un intellettuale e un artista raffinato, ironico e profondamente libero, che ha attraversato con intelligenza e sensibilità il mondo della canzone d’autore, del teatro, del cinema, della televisione. Insomma, della cultura italiana. Spesso con uno sguardo critico mimetizzato nell’ironia che si faceva poiesis.

Per noi del Tenco la sua è stata una presenza preziosa e familiare che ha diffuso la sua pungente leggerezza in tutte le iniziative e manifestazioni. Indimenticabili restano non solo le sue partecipazioni ufficiali, ma anche la sua generosa disponibilità nei momenti più informali: capace di salire sul palco con naturalezza anche durante i cambi scena, accompagnando il pubblico con racconti, improvvisazioni e riflessioni. Di straordinaria abilità i suoi interventi nelle ardue sfide in ottava rima toscana con Benigni e Guccini.

Il suo percorso si è intrecciato più volte con quello del nostro presidente, Sergio Staino, e del nostro direttore artistico Sergio Sacchi, con i quali ha condiviso mille avventure intellettuali, dalla nascita del periodico satirico “Tango” alla collaborazione con la filiale catalana del Tenco “Cose di Amilcare”, al festival della canzone satirica “Dallo Shamano allo Showman” in val Camonica. Là dove è andato ora si troverà in buona compagnia. E forse arriveranno anche le ballerine. Ma a noi mancherà, tanto. Sit illi terra levis.

I funerali di David Riondino a Roma

Con Riondino se ne va un artista che non ha mai smesso di sperimentare, dai poemi illustrati con Milo Manara ai progetti per una “Scuola dei Giullari”.

I funerali si terranno martedì 31 marzo alle ore 11:00 a Roma, presso la Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo, luogo simbolo per l’ultimo abbraccio a un uomo che ha fatto dell’intelligenza e dell’ironia la sua unica bandiera.

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