
Ghali è il volto della cover e il protagonista dell’intervista di apertura de L’Espresso, il settimanale diretto da Emilio Carelli, in edicola da oggi venerdì 27 febbraio. L’artista si racconta a Beatrice Dondi senza censure. Lo scatto di copertina è firmato da Max & Douglas.
Il giorno della Cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, Ghali ha lanciato a sorpresa il brano “Basta”, un urlo, come lui stesso lo definisce, che trasforma il punto interrogativo in esclamativo. Uno show potente rimasto senza voce narrante in tv, il suo nome mai pronunciato durante la sua esibizione, come se non esistesse. E una poesia, “Promemoria” di Gianni Rodari, recitata a San Siro come un mantra.
Ma parlare di pace e dialogo, per lui, significa ancora scatenare polemiche: “La parola pace diventa divisiva solo per chi ha bisogno dell’odio, perché tenendoci divisi è più facile controllarci. Il mio obiettivo è spingere ad approfondire chiunque mi ascolti”. Sulla sua identità italiana, nessun dubbio: “Sono stanco di sentirmi dire che non sono italiano nel Paese in cui sono nato e cresciuto. Io rappresento l’incontro tra le culture, e probabilmente è questo che fa davvero paura”.
