Ex-Otago, a Roma è andata in scena la nostalgia lucida di “Marassi”

C’è qualcosa di profondamente tattico, e quasi liturgico, nel vedere gli Ex-Otago sul palco dell’Alcazar di Trastevere

Ex-Otago

C’è qualcosa di profondamente tattico, e quasi liturgico, nel vedere gli Ex-Otago sul palco dell’Alcazar di Trastevere. Una festa per celebrare i primi 10 anni di “Marassi”, l’album che ha cambiato per sempre il destino di Maurizio Carucci e compagni e ha portato Genova nelle orecchie di tutta Italia.

Un’ora e un quarto di concerto in cui si susseguono uno dopo l’altro le dieci tracce dell’album. E ricalcare i palchi di quei club che per primi hanno ascoltato quei brani: da “I giovani d’oggi” a “Quando sono con te”, da “Gli occhi della Luna” fino a “Ci vuole molto coraggio”. Mentre il pop italiano si è ormai rifugiato nei templi asettici dei palasport o in altri molto più grandi, come stadi e ippodromi, dove l’artista è un ologramma lontano e il pubblico un mosaico di schermi accesi, la band genovese ha fatto una scelta inversa. È tornata nel “piccolo”, nei club che odorano di birra versata e di chiuso, per ricordare a tutti che la musica, prima di diventare un numero sulle piattaforme, è stata sudore.

La resistenza pop

Quando partono i synth del primo brani, “I giovani d’oggi”, siamo di nuovo nel 2016. Ma è una nostalgia lucida, non rassegnata. La forza “Marassi” sta nell’aver saputo rendere nobile la periferia, dandole una contraddizione vera, cinica, lucida. Non era mica la Roma monumentale o la Milano da bere ma Marassi, un quartiere di palazzi anonimi, marciapiedi rotti, fiumi che spariscono sotto il cemento e uno stadio che batte come un cuore stanco.

Il ritorno degli Otaghi nei club Non è un ammiccamento per far tornare i vecchi fan sotto palco ma un atto di resistenza. Tra le parole di Carucci sul palco vive una sottile polemica contro la gigantismo della musica contemporanea.

È la nostalgia del contatto che guida le oltre 300 persone del club trasteverino. “Marassi” è stato uno dei dischi che ha sdoganato l’It-Pop prima che diventasse mainstream, un lavoro capace di unire l’elettronica pop alla tradizione cantautorale ligure. E risuonarlo oggi, tra le mura strette dei club, serve a ricordare che quelle canzoni non sono nate per i grandi numeri, ma per i grandi sentimenti.

La scaletta degli Ex-Otago a Roma

  1. I giovani d’oggi
  2. Cinghiali incazzati
  3. La nostra pelle
  4. Stai tranquillo
  5. Mare
  6. Quando sono con te
  7. Gli occhi della luna
  8. Sognavo di fare l’indiano
  9. Ci vuole molto coraggio
  10. Bar centrale
  11. Costarica
  12. Patrizia
  13. Bambini
  14. Con te
  15. Questa notte
  16. Quando sono con te
  17. Outro

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