
“Lesbica Vera” è il nuovo singolo di Asiabel che racconta la reazione a caldo a un abbandono, piena di risentimento e orgoglio ferito, stemperati dall’ironia del testo e da un funk allegro. Si tratta del quinto brano del collettivo romano, anche se in realtà è la canzone con cui tutto è cominciato.
Uno sfogo estemporaneo che riempie il vuoto di Roma ad agosto e aiuta a sopportare l’afa. Ma “Lesbica Vera” è anche il tentativo di rielaborare creativamente l’esperienza negativa vissuta da Isabella.

“Lesbica vera” racconta la rezione a caldo a un abbandono, piena di risentimento e orgoglio ferito. Tutto con ironia e un sound funk. Potete raccontarci di più sulla storia che si cela dietro la canzone?
La canzone è il monologo interiore di Isabella dopo che Valeria, la sua prima ragazza, le dice che sta frequentando un’altra persona. Purtroppo per la nostra autrice, questa nuova persona incarna alla perfezione tutto quello che lei non riesce a essere con serenità in quel momento: una dj techno bolognese strafica e lesbica senza ansie.
In realtà “Lesbica vera” è il brano con cui il progetto Asiabel è cominciato. Come vi siete conosciuti e quali sono i vostri punti in comune?
Giovanni era il bambino del mare che rubava le carte di Yu-Gi-Ho! al fratello di Isabella. È un musicista bravissimo e una volta che il testo era su carta, il primo pensiero è andato subito a lui. Poi abbiamo tirato in mezzo Daniele che si è subito fomentato, anche lui amico di famiglia di Isa. Per trovare la cantante c’è stato un vero e proprio casting. Quando Bianca è entrata in studio in tuta scaciata a e ci ha detto che aveva cantato solo a casa con le sue sorelle avevamo già capito che era lei.
Il video in anteprima di “Lesbica Vera”
Asiabel nasce nell’aprile del 2020. Cosa vuol dire creare canzoni e suonare in pieno periodo Covid? Vi ha forse spronato?
Più che altro il Covid ci ha dato l’occasione per concentrarci un po’ di più sulle canzoni. L’urgenza creativa però esisteva a prescindere.
Tra le vostre influenze ci sono R&B, pop, funk e hip hop. Ma l’ironia è il filo rosso che unisce tutto. Quali sono i vostri artisti di riferimento?
Siamo tanti e con influenze diverse ma se dovessimo fare un minestrone fra tutti sarebbe: Childish Gambino, Alt-j, BadBadNotGood e Erykah Badu.

