
Il cantautore Massimo Bertinieri in arte Stona pubblica in radio e in digitale la nuova versione del suo brano “Altaluna” che chiude l’album “Ci faremo bastare i ricordi”, riarrangiato con un quartetto d’archi formato da Stefano Beltrami (violoncello), Gioele Pierro (violino), Luca Madeddu (violino) e Lara Albesano (viola).
“Fin dall’inizio, ancora di in fase di produzione, sapevamo che questa canzone avrebbe meritato di più”, racconta Stona. “Ancora dovevamo capire cosa, per cui sull’album abbiamo lasciato la versione registrata in presa diretta voce e pianoforte – prosegue – e poi, mentre si decidevano i singoli che avrebbero dovuto accompagnare il percorso del disco, abbiamo deciso per il quartetto d’archi in modo da dare maggiore profondità e spessore al pezzo nel momento in cui le luci sarebbero state tutte puntante sulla canzone”.
Tra errori passati e avventure ancora da vivere, “Altaluna” invita a ritrovare sé stessi, a fermarsi, abbandonarsi ai propri pensieri e a nutrire fiducia nel proprio percorso, anche quando non segue una linea ben definita.

Com’è stato risentire il brano accompagnato dagli archi, in presa diretta, senza filtri? Ti ha fatto effetto diverso rispetto alla versione originale?
Ho veramente riscoperto il pezzo, approfondendo il testo e traendone tutta la magia che nascondeva.
In “Altaluna” c’è molto spazio per il silenzio, per l’attesa, per il fermarsi. Scrive spesso in questi momenti o è stata un’eccezione?
Ogni canzone nasce in un particolare momento di urgenza creativa e questo brano è nato dal silenzio e dalla riflessione e la sua forma finale doveva rispecchiare questo mood. Credo che in questa versione abbiamo raggiunto il nostro scopo.
Lei dice che la luna non dà risposte ma indica una direzione. Oggi quella direzione la sente più chiara rispetto a qualche anno fa?
Credo che il compito della musica non sia dare per forza sempre risposte, fosse così facile… ma può fornire indicazioni, nuovi propositi e dare differenti punti di vista a cui prima magari non avevamo pensato… personalmente sto riscoprendo sempre di più il mio ruolo nella musica e questo mi da maggiore sicurezza.
Dopo un disco così denso come “Ci faremo bastare i ricordi”, sente di aver chiuso un capitolo o di essere solo all’inizio di qualcosa?
Questo album mi ha dato parecchie soddisfazioni, credo sia stato capito e compreso bene nella sua interezza. Sto portando queste canzoni live in solo pianoforte e chitarra e mi sta piacendo molto, per cui non escludo che il prossimo lavoro possa essere qualcosa di molto intimo ed essenziale ma vedremo strada facendo.
