Lobe: «Faccio pace con le mie insicurezze, ora ho fame di vita»

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“Ho Voglia Di” è il nuovo singolo di Lobe, cantautore indie-pop di Verona, ex membro dei Seventh Veil, con cui ha pubblicato tre dischi e girato tutta l’Europa.

La canzone è una finestra aperta su un decennio di vita, un viaggio che racconta il passaggio dai 20 ai 30 anni e cattura quella voglia di libertà che riaffiora dopo momenti di silenzio. Un richiamo alla vitalità e alla magia delle piccole fughe dalla routine. “Ho Voglia Di” è una dedica a chi non smette mai di inseguire il sorriso anche nei momenti più̀ intensi. Un invito a riscoprire la bellezza del lasciarsi andare, senza pensare troppo a cosa verrà dopo.

Quando nasce “Ho voglia di”?
Ho scritto “Ho voglia di” un paio di anni fa, in un periodo in cui sentivo forte il bisogno di guardarmi indietro e capire dove stavo andando. Ora che ho da poco compiuto 37 anni, posso dire che i 30 sono stati un ”decennio” di trasformazione.

In che senso?
Ti togli le maschere dei 20 anni, inizi a fare pace con certe insicurezze, e cominci davvero a costruire qualcosa che ti assomiglia, che senti tuo al 100%. La canzone nasce proprio da quel passaggio, da quella fame di vita più consapevole ma a volte ancora irrequieta.

Sei stato ispirato da qualcosa in particolare?
In realtà no, per questo brano non ho preso ispirazione da niente in particolare. Mi ricordo che mi sono seduto al piano e ho iniziato a improvvisare un giro di accordi, ed è stata una di quelle rare volte in cui, nel giro di un’ora, avevo già la canzone praticamente finita. All’inizio era una ballad molto intima, solo piano e voce, ma poi in studio, lavorando con il mio produttore, abbiamo deciso di arricchirla con dei suoni e un beat più ritmato. Il risultato è stato un pezzo fresco, ballabile, con un’anima club ma che mantiene quella vena emotiva da cui è nato.

Hai fatto parte della band hard rock Seventh Vail e hai girato tutta l’Europa. Che periodo è stato?
Quel periodo con i Seventh Veil è stato folle ed intensissimo, una scuola di vita. Dormivamo in furgone, suonavamo molto spesso sia in Italia che in Europa, e ci portavamo dietro quell’energia cruda del rock n roll che ti forma sia sul palco che fuori.

Vista la recente scomparsa di Ozzy Osbourne, che influsso ha avuto sul tuo modo di fare musica?
Nonostante non fosse sul podio dei miei artisti preferiti Ozzy è stato comunque un riferimento per la sua capacità di reinventarsi, di essere sempre sé stesso anche nei momenti più folli. Il suo spirito libero ha insegnato a tutti che la musica è prima di tutto un atto di sincerità.

Sciolta la band hai deciso di intraprendere la carriera da solista. Perché? E come sarà il futuro percorso del Lobe 2.0?
La decisione è nata quasi naturalmente. Dopo anni in band sentivo il bisogno di esprimere una visione più personale, senza compromessi. Lobe 2.0 è il tentativo di unire il vissuto rock con un’estetica ed un sound più intimi. Nei miei pezzi racconto solo storie vere, mie, sensazioni che provo e che riesco ad esternare solo tramite la musica. Il futuro? Più canzoni, più collaborazioni, e magari qualche sorpresa live dove le due anime quella rock e quella indie/pop possano incontrarsi.

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