
“Dandy Revolution” è il nuovo singolo del cantautore Cappadonia, accompagnato dal videoclip girato durante la sessione di registrazione al Duma Studio. Un “inno alla dissolutezza” come lui stesso lo descrive e un “ossimoro” perché “essere un Dandy oggi può significare essere in controtendenza a tutto, sia alle imposizioni di questa società malata ma anche andare contro chi si sente puro e inattaccabile per le sue scelte alternative. Credo che in un momento storico/culturale/sociale così orribile – continua a raccontarci Cappadonia – essere un Dandy significhi davvero essere dei rivoluzionari. Moriremo tutti male e presto, quindi forse meglio godere della bellezza nostra e degli altri, dell’arte, del sesso, della letteratura e di tutti i piaceri.
La frase ‘siamo troppo belli per lavorare’ è una provocazione “ma al tempo stesso non c’è nulla di male nel dirlo e sicuramente chi vive nel piacere non fa del male a nessuno. Tanto la gran parte chi si ammazza di lavoro (spesso orribile) è comunque nella povertà più triste. Quindi amen, il mondo è orribile, magari ci fossero più dandy in giro”.

Il brano è stato registrato con strumenti analogici degli anni ’60. Perché questa scelta?
Per me è la norma. Considero fare musica qualcosa di sacro, quindi tendo sempre a preferire il nastro a computer ed essendo un amante sfrenato del rock so che certe sonorità le puoi ottenere solo lavorando in un certo modo. Ascoltare per credere. Le nuove canzoni da playlist fatte con lo stampino mi fanno decisamente vomitare.
Come mai hai deciso di girare il videoclip durante la sessione di registrazione al Duma Studio?
Mi piacciono i video in cui viene mostrata la registrazione, gli strumenti e i musicisti quindi è stata una scelta abbastanza naturale e poi il duna studio è casa.
C’è ironia, ma anche malinconia nel pezzo. Qual è la tua rivoluzione personale oggi?
La cultura, i libri, l’arte, la storia, riscoprire un passato che molto spesso era parecchio più avanti del presente.
Hai collaborato con diversi artisti nel corso della tua carriera. Come hanno influenzato “Dandy Revolution”?
Ho scritto “Dandy Revolution” insieme ad Alessandro Ferretti, un giovane cantautore di cui ho appena pubblicato il primo album per la mia etichetta. È stato bello e semplice scrivere con lui. Sicuramente da rifare.
