
Visconti, cantautore piemontese classe 2000, pubblica il primo disco “DPCM”, figlio della pandemia e della complessitร della Generazione Z. Un sound post punk contraddistinto da chitarre brit e testi pungenti: ecco il frutto del lockdown di Valerio Visconti.
Anticipato dai singoliย “Ammorbidente”ย eย “Le Idi di Marzo”, “DPCM” รจ un album nato quasi per gioco, partendo dalle registrazioni che Visconti effettua in autonomia a casa sua, in Piemonte, e che poi maturano in studio conย Giulio Ragno Favero (Teatro degli Orrori), a cui viene affidata la produzione.
“DPCM” racconta le sensazioni di chi รจ troppo giovane per essere adulto e troppo grande per essere adolescente, la Terra di Mezzo di Visconti che si sente grande ma ancora bambino.

“DPCM” รจ composto da sette tracce interamente scritte, composte e suonate da Visconti in equilibrio tra Idles e Franco Battiato, tra l’indie anni ’00 e la tradizione cantautoriale italiana, dando vita a un sound rabbioso ma poetico. Visconti canta di amore, morte e irrazionalitร ispirato dalla sua Acqui Terme, luogo in cui si respirano ancora gli influssi di Alesteir Crowley e Napoleone.
Si parte da Thomas Mann con “La Morte A Venezia” per passare a “Narcisi Sbagliati”, un racconto di amore verso gli altri in cui si analizza il rapporto a volte tossico che si ha con sรฉ stessi. “Le Idi Di Marzo” scongiura il presente e canta di come tutto dovrebbe essere solo un gioco, “Ammorbidente” incamera tutta l’incertezza e la rabbia legate al lockdown. “DPCM” nasce in quarto d’ora, dallo sfinimento e dalla rabbia, infine il disco si chiude conย “Nulla Mi Urterebbe Piรน”, un brano intimo e profondamente sentito, catartico e psicanalizzante, che parla senza filtri del rapporto figlio-padre.
Ascolta “DPCM” di Visconti.
