
“Solo colpa mia” è l’album di debutto di Parker, progetto solista di Manuel Pippus: un viaggio tra tristezza e sensi di colpa con l’ostacolo della solitudine. Undici tracce che si sviluppano come un’autobiografia musicale tra riferimenti letterari e movenze sfacciatamente pop.
Ascolta “Solo Colpa Mia” di Parker.
Track By Track
7:30
I sensi di colpa, quelli che ti affiggono, quelli che non sono colpa tua ma alla fine te la prendi con te lo stesso. Quando un gesto d’affetto per quanto bello e naturale possa far arrabbiare
Handrick’s
Il week end è la guerra, lei è una guerra, fa male ti uccide ma ci parli, approfitti quando dorme che non può reagire che non può distruggere. Perdo tempo, perdo spazio e bevo Gin
Piccolo Mostro
La semplicità e la bellezza del ballo, le gambe fragili che ti reggono appena, ma si sta in piedi tutto rigorosamente in bianco e nero
Augusta
Una città bellissima, due porti, un faro e le sue mani. La porterei a Napoli. La città ? si ma anche lei. Ci starebbe bene
I Baci di Klimt
Il dottore mi consiglia di stare alla larga per stare meglio, mi consiglia di vedere gli amici di vedere me stesso. I baci di Klimt si moltiplicano si evolvono fino a perdere di significato
Il tuo cane Oz
Chi ti ha ammazzato il cane? non io sicuramente. Anzi era la parte più bella di te, la più pura. Roma non merita tutta questa bellezza, tutta questa cattiveria, tutta questa tristezza. Nemmeno Oz , infatti dovrebbe stare con me. Effettivamente è già con me
Tokyo
Un viaggio a Tokyo in auto, follia, impossibile come tutto quello che ci gira intorno. Finisce, rinasce e si prova a sognare quello che non può mai accadere. L’ oriente non aspetta me, non è il caso, mi ucciderebbe prima di metterci piede
Canzoni sui muri
Le canzoni si scrivono ovunque, sulle mani, sui fogli, sui muri, e restano indelebili anche se ci scrivi sopra. Per me quel muro non cambierà mai, lei non cambierai mai, ma meglio così, è solo vernice su vernice
Renoir
Dipendenza, cura, impegno. Qualsiasi cosa mi piace: nervosismo, frasi fuori luogo, isterie. Se non ci sei non esco al sole , non riscaldo gli occhi. Fiori azzurri e lacrime. La perfezione
Kundera
Stesso giorno, stessa metro, un continuo deja vu. L’unica persona che riesce a darti una immagine di te più bella di quella che è mai stata, senza conoscere nemmeno il tuo nome
Ultimasincera
L’ultimo capitolo di una storia che non ha mai avuto senso, l’ultima parola, l’ultima volta che curo le tua ginocchia sbucciate, perché inciampi, continuamente, cadi continuamente, e l’estate non aiuta se non sai voler bene
