Assomusica, Spera denuncia: “La Musica Dal Vivo Rischia Il Collasso”

Dallโ€™inizio della pandemia, Assomusica, ha portato avanti un costante confronto con le Istituzioni, condividendo le principali esigenze del settore della musica dal vivo sul tema delle capienze degli eventi e sullโ€™assoluta necessitร  di avere meno deroghe e piรน certezze regolatorie su tutto il territorio nazionale.ย Certezze che tardano ad arrivare, come sottolinea la stessa Associazione nelle parole del suo Presidente Vincenzo Spera.

“In queste ultime settimane stiamo assistendo alle riaperture totali delle attivitร : di fatto non esistono regole, non ci sono disposizioni controllabili ed applicabili nel rispetto delle norme in vigore o dei DPCM. Gli unici che sono soggetti ad autorizzazioni specifiche per ciascun evento sono proprio gli operatori del settore della musica dal vivo. Questa situazione sta provocando delle gravi conseguenze.

In ogni Regione, in ogni Comune, vengono adottati provvedimenti completamente diversi che rendono assolutamente problematico poter lavorare. A questo si aggiungono le difficili condizioni in cui ci siamo trovati ad operare fino ad oggi, a causa dei limiti di capienza, che consentono a stento di riuscire a sostenere i costi, costringendoci, purtroppo, anche a ridurre il piรน possibile la forza lavoro che puรฒ contribuire alla realizzazione degli spettacoli

In alcuni contesti, nelle piazze o addirittura nellโ€™ambito di manifestazioni gratuite promosse dagli Enti Pubblici, si festeggia senza restrizioni, mentre chi fa impresa e rischia in prima persona, รจ costretto, probabilmente, a fermarsi di nuovo.ย Un tale stato di anarchia generale non puรฒ di fatto consentire lโ€™effettuazione di tournรฉe, provocando, inoltre, un completo senso di disorientamento nel pubblico che confuso dalle diverse modalitร  di partecipazione stenta ad acquistare i biglietti. Infine, non si comprende perchรฉ nelle zone gialle puรฒ esserci una deroga, e quindi un aumento di capienza, mentre nelle zone bianche, che dovrebbero essere piรน sicure, cโ€™รจ un limite imposto che non prevede nรฉ provvedimenti nรฉ richieste in deroga, secondo molte Regioni.

Giร  da oltre un anno abbiamo sottoposto dei protocolli, adottati anche con successo la scorsa estate, ma purtroppo, per questa stagione,ย non abbiamo trovato risposte dalle istituzioni e dalle pubbliche autoritร , la nostra voce รจ rimasta inascoltata, determinando pertanto l’attuale difficile e confusa situazione generale.

La discussione di una norma che tuteli il welfare dei lavoratori intermittenti, privi di tutele, non puรฒ essere lโ€™unica soluzione prevista dallo Stato per risolvere le problematiche del mondo dello spettacolo dal vivo: bisogna anche pensare a chi pagherร  di fatto questo welfare se le aziende che impiegano questi lavoratori non hanno i soldi per poter assumere il personale o non possono pagarlo o non hanno modo di farlo lavorare.ย Il rischio รจ di arrivareย a unย collasso totale della filiera.

Non dimentichiamo che dallโ€™1 gennaio fino a questi giorni siamo stati costretti ad una chiusura totale, come pochi, ma nessuna misura di โ€œrisarcimentoโ€ รจ stata ancora annunciata.

Riteniamo opportuno che il prima possibile si proceda ad una programmazione delle nostre attivitร  anche in previsione della stagione autunnale e che, come sta avvenendo in molti paesi europei, venga messo a disposizione del settoreย un fondo di garanziaย per eventuali perdite economiche in caso in cui le attivitร  legate ai concerti vengano improvvisamente sospese/annullate e a coprire i costi sostenuti a causa della limitazione capienze. Il nostro settore non รจ finanziato dalla Stato e, proprio per questo motivo, abbiamo bisogno di una risposta in tempi brevi da parte delle istituzioni.”

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