
Tamino-Amir Moharam Fouad รจ una delle voci piรน delicate ed interessanti degli ultimi anni. Dalla tradizione dei cantautori americani come Leonard Cohen, Tom Waits e, soprattutto, Jeff Buckley, il ventitreenne belga costruisce la sua fortuna.
Dopo la data sold out di Milano, il giovane chitarrista-cantante nipote dell’attore egiziano Muharram Fouad arriva per la prima volta a Roma in un Monk riempito di curiosi.
L’esordio “Amir”, una pagina autobiografica della finora breve vita della voce belga e uno dei dischi piรน belli degli anni ’10, รจ ovviamente il vero protagonista dei settanta minuti di show.

Salito quasi a sorpresa sullo scuro palco del club romano in zona Portonaccio e armato solamente della sua chitarra, Tamino incanta le centinaia di persone presenti arrivando lentamente alle sue ‘hit’ – se cosรฌ possiamo chiamare le sue canzoni d’autore – come “Tummy”, “Indigo Night” e “Habibi”. Dal silenzio adorante si innalzano velocemente le voci dei fan.
Il ‘Principe d’Egitto’ regala poi un bis con “Every Pore” – presente nella versione deluxe di “Amir” – e a chiudere la cover di “My Kind Of Woman” di Mac DeMarco sottolineando – casomai ci fosse stato davvero qualche dubbio – come la sua voce nomade tra melodie arabe e pop, riesca sempre a regalare quel tocco di originalitร ad ogni brano.
SCALETTA
- Intervals
- Persephone
- Cigar
- Reverse
- Each Time
- Reverse
- Verses
- Crocodile
- Chambers
- Tummy
- Indigo Night
- w.o.t.h.
- Habibi
- Every Pore
- My Kind of Woman (Mac DeMarco cover)
