
A tre anni dal suo esordio discografico, il cantautore pugliese Checco Curci torna con un progetto profondo e ricco di sfumature, “L’amore non ha cuore”. Il nuovo album, uscito per Dischi Uappissimi e anticipato dal singolo “Non si torna indietro”, si dipana su otto tracce che esplorano l’amore in tutte le sue forme, dalle più dolci alle più dolorose, in un viaggio sonoro che affonda radici nell’intimità e nell’introspezione. Realizzato con il contributo di NUOVOIMAIE e la produzione di Francesco Piro, sotto la supervisione artistica di Riccardo Sinigallia, il disco riesce a mescolare emozioni, suoni e sensazioni che attraversano l’anima in modo diretto e potente.
L’album prende il nome da un’espressione che, a prima vista, potrebbe sembrare un paradosso. Due delle parole più abusate nella storia della musica popolare, cariche di significato e di cliché, vengono disinnescate e reinterpretate. Legandole insieme attraverso la negazione, Checco Curci non solo trasforma l’idea dell’amore romantico in qualcosa di meno ovvio, ma ci invita a guardarlo da una prospettiva nuova e audace. L’amore, inteso come forza universale, non è solo cuore e passione, ma anche lucida consapevolezza delle sue ferite, delle sue contraddizioni e della sua potenza.

Il viaggio nell’amore di Checco Curci
Le otto canzoni del disco sono racconti di amori imperfetti, mitologici, come quello di Leonard Cohen e Marianne Ihlen in “Un’idea di libertà”, ma anche amori violenti e crudeli, come la title track. C’è spazio per l’illusione (come in “Cosa mi ero messo in testa”), per la nostalgia (in “Decide sempre il cielo”), e per quella ricerca di sé che passa attraverso la solitudine e il dolore, come in “Stupido cavallo”, un pezzo che richiama la tristezza di Artax de La Storia Infinita. Curci ci parla di segni indelebili lasciati da un amore che non se ne va mai, come una macchia su un tavolo di legno (in “Detto tra noi”), o della fragilità che diventa resistenza e ci rende più vivi (in “Tra te e te”).
Come lui stesso dice: “L’amore è un’arma potentissima, che lo può rendere spietato. Ma questo non deve farci chiudere ai sentimenti, anzi. Dobbiamo imparare a capirlo per non farci sopraffare”. Con il suo nuovo lavoro, Curci ci invita a riconoscere l’amore nelle sue molteplici forme, ad accettarlo in tutte le sue contraddizioni e a non temere di mostrarci vulnerabili. Il disco è un invito a non chiudere mai il cuore, anche quando l’amore si fa difficile da comprendere.
