L’amore per inerzia di Mobrici, “Supernova” è il nuovo album

Mobrici annuncia il suo nuovo album “Supernova”, fuori venerdì 30 gennaio per Maciste Dischi / Epic / Sony Music Italia). Il pre-order è disponibile al link: https://Epic.lnk.to/Supernova. I nuovi brani saranno presentati dal vivo per la prima volta mercoledì 11 marzo 2026 all’Alcatraz di Milano.

“Ho scelto di chiamare questo album “Supernova”, perchè – racconta Mobrici – da un lato è un tributo ai fratelli Gallagher, magici testimoni del mio risveglio artistico; dall’altro, è la metafora perfetta di quello che ho vissuto. La Supernova è il momento di massima espansione di una stella: una deflagrazione che segna la fine di un capitolo e, contemporaneamente, per me, l’inizio di una nuova era musicale.”

Mobrici - Astri

“Supernova”, il nuovo album di Mobrici

“Supernova” nasce nel momento in cui qualcosa si rompe e, invece di spegnersi, prova a restare accesa. Non racconta la fine delle cose, ma quello che succede subito dopo, quando si va avanti anche senza risposte e senza una direzione chiara, come se ci si muovesse per inerzia, seguendo luci lontane. È il racconto di una fase fragile, dove il disorientamento convive con il bisogno di cambiare, di sentire ancora. Le canzoni si muovono in uno spazio sospeso, come corpi che cercano una traiettoria, in cui non tutto è chiaro ma tutto è vero.

Il disco attraversa relazioni che non funzionano, notti che si allungano oltre il necessario e città che sembrano stringere invece di accogliere. Ne esce una solitudine che non è mai davvero individuale, ma condivisa, quasi collettiva. I personaggi si muovono ai margini, soli anche quando sono in due, a metà tra il desiderio di sparire e la paura di farlo fino in fondo, incastrati in giorni che non riconoscono più come propri.

L’amore non arriva mai come una risposta, né come una promessa definitiva. È piuttosto una direzione provvisoria, qualcosa che orienta senza risolvere, che tiene in piedi mentre tutto resta instabile. La solitudine non è una mancanza da colmare, ma uno spazio da abitare: un punto zero da cui imparare a guardarsi meglio, senza filtri, con una lucidità nuova. L’ironia resta una linea sotterranea che attraversa tutto il racconto, capace di smussare anche i passaggi più esposti. “Supernova” si muove così nello spazio di chi è in bilico, di chi non ha risposte ma continua a restare nella domanda, di chi si incrina e, invece di sparire, prova a fare luce. Non è un disco che promette soluzioni, ma presenza, attenzione. E ricorda che, a volte, restare ancora un po’ è già un gesto minimo, silenzioso, di resistenza.

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