Moris: «L’impatto è ciò che fa crescere un artista in mezzo agli altri»

“La fame” è il nuovo EP di Stiven Moriseni, in arte Moris, classe 2004. Le cinque canzoni raccontano il momento più autentico e complesso di un artista: quello che precede il riconoscimento. Non c’è celebrazione del successo, ma fame vera: mentale, emotiva, sociale.

I testi delle canzoni dell’EP parlano di ambizione, pressione, disillusione, lavoro e relazioni tossiche, raccontati con una scrittura diretta e senza pose da scena. In un mix tra introspezione, realismo e energia.

Dopo la pubblicazione dell’EP hai ancora ‘fame’?
Posso dire che l’ambizione è solo aumentata. Anche grazie ai feedback positivi ricevuti da chi ha ascoltato prima il progetto: mi hanno spinto ad ambire ancora di più e a puntare sempre più in alto.

Com’è stato mescolare generi diversi come rap conscious, R&B dark, trap e club music?
Per me è qualcosa di naturale. Spesso non ci penso neanche troppo a cosa fare: faccio e basta, cercando sempre di farlo al meglio. Il mio stile ormai fa parte della mia metodologia di scrittura, quindi posso passare dal club al conscious senza abbassare le aspettative.

Nei testi parli spesso di ambizione, disillusione e relazioni tossiche, senza mai cadere nell’ostentazione. Quanto è importante per te raccontare il disagio?
Per me è fondamentale. La musica deve esprimere, deve raccontare. Alcune canzoni magari sono meno importanti dal punto di vista sociale rispetto ad altre, ma c’è sempre quel pizzico di introspezione dentro ogni brano.

“Ovvio” e “Intro” mostrano il tuo lato più introspettivo, mentre “Leclerc” e “Kaioken X10” sprigionano energia. In quale di queste due anime ti riconosci di più oggi?
Dipende, un po’ a rotazione se devo essere sincero. Sono canzoni che mi ascolterei in mood diversi, in base a come mi sento e a cosa sto facendo.

Il 2026 sarà più verso l’introspezione o più verso l’impatto?
L’introspezione per me conta tantissimo, ma l’impatto è ciò che fa crescere un artista in mezzo agli altri. Nel 2026 punterò molto sull’impatto, mantenendo sempre il mio tocco di introspezione.

RispondiAnnulla risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.