Amalfitano esplora le radici dell’amore nel suo nuovo album

Il nuovo progetto discografico del cantautoreĀ Amalfitano, in uscita venerdƬ 24 ottobre, ĆØ ā€œSono morto x 15 giorni ma sono tornato perchĆ© l’amore ĆØā€.Ā Dodici tracce che spaziano da argomenti legati alla sfera sentimentale ad altri che si soffermano sulla concezione, attuale o legata al futuro, di un mondo sempre meno intellegibile e prevedibile. L’amore viene reinterpretato e analizzato da angolazioni diverse, a tratti anche opposte, come se l’artista volesse tratteggiarne anche e soprattutto gli aspetti più difficili, quelli più complicati da far capire al mondo.

Racconta Amalfitano: “Questo ĆØ un album che parla di fine e ogni brano, in qualche modo, fa riferimento a questo argomento.Ā La mia intenzione, però, ĆØ stata quella di parlare di fine in maniera positiva, e non con l’accezione negativa che solitamente contraddistingue questa parola. In questo progetto, quindi, non voglio raccontare della fine dell’amore o della bellezza; non si tratta di voler elaborare un lutto ma, al contrario, di raccontare la fine del dolore. Non mi sento di chiamarlo un ā€œdisco di rinascitaā€, non ĆØ nemmeno un concept album, ma c’ĆØ un filo sottile che passa tra le varie canzoni e che in qualche modo le unisce: quello dell’amore come elemento fondamentale – che rende la voglia di vivere simile a una bomba sempre pronta ad esplodere dentro di noi – e anche della coincidenza degli opposti: ogni cosa non ĆØ sempre se stessa se inzuppata nell’amore, il dolore non ĆØ più dolore, una brutta giornata può essere una bella giornata, il cambiamento quando arriva sembra che non sia mai arrivato; questo ci fa capire che il dolore, prima o poi, passa sempre, perchĆ© forse non c’ĆØ mai stato”.

Tutte le tracce del disco di Amalfitano

L’album si apre conĀ ā€œMille volte sĆ¬ā€, un brano dinamico e allegro che fa riferimento alla forza dirompente delle relazioni sentimentali, capaci di superare ostacoli di ogni tipo e di trasformare ogni momento di difficoltĆ  della vita in un’occasione di rilancio grazie alla forza e all’entusiasmo infusi dall’amore.Ā SegueĀ ā€œAZZURRISSIMOā€, un pezzo dalle sonoritĆ  country inserite in un contesto fresco e mediterraneo, caratterizzato da una cornice d’ispirazione primaverile che coinvolge tutti i sensi. Il sound, dall’anima americana, si fonde a una ballata elegante e cantautorale italiana accompagnata da un testo molto emotivo, con cui l’artista descrive quel momento in cui i sensi nel superlativo “issimo” si perdono e si confondono (“azzurrissimo e ha l’odore di limone”), i colori diventano odori, viene per un attimo colto il tutto delle cose, come una possessione mistica.

Ɖ poi il turno diĀ ā€œL’Iliadeā€, un brano lento e riflessivo, una canzone che racconta proprio della lettura dell’Iliade e il parallelo che può trovare con la propria vita quotidiana fatta di solitudine, relazioni finite e riflessioni sulla storia del mondo, mettendole in parallelo con Achille, il destino e la fine della cittĆ  di Troia.Ā ConĀ ā€œSiamo tutti cattiviā€Ā AmalfitanoĀ sposta invece l’attenzione sulla situazione del mondo attuale, sulle sue svariate e spaventose espettorazioni e sulla sua spiccata capacitĆ  odierna di non sconvolgersi realmente davanti a niente, ma di essere diventato egoista e sopraffattore, attirato solo dalla frivola bellezza. L’assolo di armonica di Francesco Bianconi apreĀ ā€œFai come vuoiā€, che racconta una storia di fantasia ispirata allaĀ “Chanson di Jackie”Ā di Jacques Brel e Corto Maltese, in cui si intrecciano personaggi e situazioni straordinarie: nani poliglotti, ambasciatori slavi, grandi del passato, luoghi esotici e feste con personaggi di ogni civiltĆ , tutto per riflettere una storia finita, che parte dalĀ “te lo faccio vedere io chi sono”Ā di Piero Ciampi per arrivare alla consapevolezza che l’amore non c’ĆØ mai stato, c’ĆØ stato solo egocentrismo.

I synth e il timbro metallico la fanno invece da padrone inĀ ā€œHoly drinkardā€, unica traccia in lingua inglese dell’album, che sembra cercare un po’ di leggerezza rispetto agli argomenti trattati in precedenza ma che finisce per essere un riferimento tutt’altro che frivolo allaĀ ā€œLeggenda del santo bevitoreā€. SegueĀ ā€œAznavourā€, brano uscito a settembre come anteprima dell’album. Un brano che parla di addii e di leggerezza, in cuiĀ AmalfitanoĀ canta di quella condizione in cui, mentre tutto accade, tutto scorre, tutto sembra finire e ci sono segni premonitori di un mondo che cambierĆ , il cellulare suona una musica che racchiude la vita: quella vita vissuta fino all’osso, che sfugge e che cambia sempre.

La traccia successiva ĆØĀ ā€œVai a costruire le campaneā€, una canzone dedicata al figlio diĀ Amalfitano. Il male e la tristezza non sono nulla se si vive la vita fino all’osso, trovando quel punto di congiunzione tra dominare ed essere dominati dalla vita. Il pezzo approda infine nel consiglio a costruire oggetti sacri e imponenti come le campane (immagine ripresa da un film di Tarkovskij Andrej Rublev). ConĀ ā€œCosa dolceā€, invece, c’è un ritorno ed un invito a guardare alla bellezza della semplicitĆ  delle cose: gli incubi finiscono, il dolore se ne va, il futuro non può farci niente e i giorni di pioggia vengono visti come giorni sereni quando ci si abbandona alle piccole cose dolci della vita. In ā€œcinquesetteā€ viene poi affrontata la delicata tematica dei disturbi legati all’ansia e l’alcolismo, che affliggono ormai una percentuale sempre maggiore di persone, e della silenziositĆ  dell’una, che la rende invisibile ai più, e che si sfoga nella solitudine della seconda, fino a ritrovarsi ingabbiati in un circolo vizioso rituale.Ā 

La tracklist prosegue conĀ ā€œL’ultimo concertoā€, in cui l’artista si dedica ad una riflessione-sfogo sulla sua vita musicale e sull’immaginare il suo ultimo concerto. A chiudere l’album ĆØĀ ā€œI titoli di coda scorreranno sul fiume Tevereā€, l’unico brano interamente strumentale del disco, in cui un beat cadenzato viene arricchito di suoni e acustiche che si irrobustiscono con lo scorrere del pezzo, cosƬ da salutare l’ascoltatore e lasciare che le canzoni cadano e si facciano portare via dal fiume.

I disegni

L’album ĆØ impreziosito anche da una serie diĀ disegniĀ cheĀ AmalfitanoĀ ha realizzato e da cui ha tratto ispirazione per la realizzazione dei brani. L’artista racconta: ā€œHo scelto di affiancare al disco i miei disegni, che negli ultimi anni, tranne rari casi, faccio sui quaderni che mi porto in giro, quaderni che sono spesso anche agende, dove prendo gli appunti, mi segno gli appuntamenti o faccio bozze di testi.Ā I disegni raccontano quello che mi succede: sono i posti dove sono stato, i libri che ho letto, le immagini che voglio vedere o che mi ispirano le cose che vivo. La copertina che ho scelto ĆØ l’ombra di un Pan che si trasforma in bambino, due vite in una: una eterna e che conosce i segreti del mondo; mentre l’altra nuova, che conosce la vita da poco. Mi piace fare dialogare le cose che ho all’interno con mondi superiori, simboli, mitologie e storie che leggo qua e lĆ , cosƬ da inserirle in un sistema universale. Il processo filosofico ĆØ quello dei rinascimentali, che volevano unire microcosmo a macrocosmo. Però in questo caso usando la non-tecnica dello scarabocchio per dargli tutta la mia personalitĆ , un po’ come fosse la mia calligrafia, come fossero i miei appunti sulle cose del mondo.ā€

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