
“Abbiamo lavorato intensamente nell’ultimo anno ma alcune tracce addirittura sono nate tre anni fa. Abbiamo bisogno di tempo per raccogliere le idee giuste e per far uscire un prodotto che sentiamo nostro e di cui siamo soddisfatti. FOMO ha delle sonorità molto fresche e che riprendono i trend della musica dance moderna, con sfumature afrohouse e techhouse”. Con queste parole Roberta Branchini in arte Brancar e Edoardo Cremona, in arte Eddy Veerus, raccontano il quarto album de Il Pagante, il primo dopo l’abbandono di Federica Napoli nella prima metà del 2022.
Anticipato da un teaser con la speciale partecipazione di Maccio Capatonda, “FOMO” concentra intuizioni, stili, tendenze e contaminazioni che hanno ispirato il duo in questi ultimi anni. “Si sente tanto la nostra anima, è un prodotto maturo che ci rappresenta”, ammette Il Pagante mentre l’album, traccia dopo traccia, fotografa con lucidità e irriverente ironia le ansie sociali della generazione contemporanea.
Il cambiamento di Milano
“Milano è cambiata tanto sia per scelte politiche ma anche perché inevitabilmente una città cambia, soprattutto per quanto riguarda il mondo della night life, degli eventi”. Per Eddy Veerus, Milano “rimane indubbiamente una città divertente, soprattutto per chi chi viene da fuori la scopre dopo”. Ma in una città in cui non ti annoi scaturisce “proprio per questo la patologia che noi chiamiamo FOMO”.
“Milano girls” e “Maranza” a raccontare la City ma lo sguardo vede molto più in là. Come ad esempio in “Piangere in discoteca”, una critica che “racconta il punto di vista di di persone che sono cresciute e che fanno fatica ad ignorare tutti tutti i problemi da da cui si è circondati”.
La paura di “non stare al passo coi tempi”
La FOMO de Il Pagante è “la paura di non stare al passo con i tempi”, tuttavia, ammettono Brancar e Eddy, “siamo sempre rimasti molto coerenti con la nostra linea musicale. È ovvio che c’è la paura di perdere un po’ il momento”. “FOMO”, dunque, può essere anche utilizzato “per il nostro mondo lavorativo, ovvero il campo degli artisti, perché quella voglia di di strafare e di spremersi viene dalla paura di non esserci più dall’oggi al domani, per la paura di non essere più un trend”.
Da qui la scelta radicale di non avere altri featuring nel disco – a parte VillaBanks, SyllyElly e Fabio Rovazzi – “per dare un po’ più spazio a quelle che erano le nostre idee di musica per per valorizzare di più la tematica della canzone”. Perché, continua il duo, “si sta perdendo un po’ quella cosa del dare valore alla canzone”: in questa epoca “la musica viene consumata troppo velocemente e quindi la speranza è sempre quella di riuscire a fare invece un prodotto che possa rimanere nel tempo”.
Il tour de Il Pagante
“Abbiamo iniziato il 31 maggio il nostro tour estivo e saremo in giro tutta l’estate” con più di 40 date in giro per l’Italia. Non mancheranno le date europee più blasonate – Malta e Mykonos – per poi finire in bellezza “con il nostro concerto il 14 settembre al Carroponte”. E spoilerano: “quello di Milano sarà un concerto pieno di musica vecchia”.
Ma Il Pagante non ha mai pensato a Sanremo? “Ci abbiamo provato due anni fa con Myss Keta e poi quest’anno, a non esser preso ci rimani sempre un po’ male”. Ma alle ambizioni, si sa, non bisogna mai tarpare le ali.


