Stona: «Il mondo offre solo pericoli, noi ci faremo bastare i ricordi»

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Stona è tornato con il nuovo album “Ci faremo bastare i ricordi”. Uno sguardo sul presente, dalla crisi sociale alla libertà individuale, passando per la fragilità umana: un tentativo di codificare il mondo attuale attraverso le molteplici sfaccettature della realtà quotidiana.

La copertina del disco è un’opera di Spencer Robens, artista grafico tedesco che vanta collaborazioni e grafiche su lavori di artisti come Led Zeppelin e Deep Purple. “In un quadro politico e generazionale così complesso e pericoloso, siamo tutti alla ricerca di un posto lontano da violenze e imposizioni oltre che da una realtà che appare sempre più disconnessa – racconta Stona – ma non essendoci troppe alternative vorrà dire che ci faremo bastare i ricordi”.

Quando sono nati i brani del disco?
I brani di questo album sono nati nel corso dello scorso anno quando stavo lavorando con Lorenzo Morra, che ha prodotto il disco, su Uragani, canzone pensata fin dall’inizio come potenziale singolo. Le tematiche e le dinamiche dietro a questa canzone hanno dato il via a una serie di ragionamenti e considerazioni per scrivere il resto.

Con questo album crede di essere riuscito a codificare il mondo attuale?
Da parte mia c’è sempre il tentativo costante di raccontare con una certa urgenza la realtà intorno a noi, nella maniera più oggettiva possibile. Spero di esserci riuscito in questo album che ritengo malinconico, amaro e disilluso.

Ha detto “Siamo tutti alla ricerca di un posto lontano da violenze e imposizioni”. Pensa a un posto in particolare? Quale?
Penso che ognuno di noi dentro sé abbia un posto dove rifugiarsi per trovare un attimo di pace e di conforto, non è un luogo prettamente fisico probabilmente.

Crede davvero che riescano a bastare i ricordi nel mondo di oggi? Non è che forse si vuole accontentare?
No, certo che no, infatti la mia è una considerazione amara e provocatoria. Se il mondo di oggi non ci offre altro che “pericoli”, crisi sociali e politiche, empatia ai minimi storici e guerre senza spiragli di pace, vorrà dire che dovremo farci bastare altro e accontentarci solo dei ricordi, che (forse) ancora nessuno può portarci via.

Può raccontarci la copertina? Come mai proprio una grafica di Spencer Robins?
È stato un incontro fortuito quello con Spencer, ho visto casualmente dei suoi lavori sul web e ho capito che la sua visione analogica e vintage della realtà si sposava perfettamente con le idee del disco. Spencer ha lavorato con mostri sacri come Led Zeppelin e Deep Purple e non pensavo mai più che avrebbe accettato ma ho provato lo stesso; l’ho contattato e gli ho raccontato la mia idea… ha accettato e da lì è nata la collaborazione per tutto il lavoro di grafica del disco.

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