
“Non siamo grandi” è il nuovo singolo di Giuseppe Toma in arte Toma. Un brano che parla di quanto sia importante vivere ogni momento, a tutte le età. Questo singolo ci ricorda di quanto le ansie, le aspettative legate al futuro e la nostalgia del passato, ci allontanino da ciò che è davvero importante: vivere il presente. Dovremmo imparare tutti a goderci di più l’amore, le amicizie e la famiglia.
Toma ha 21 anni ed è nato a Tricase in provincia di Lecce e cresciuto a Matino. Ha iniziato il suo percorso di scrittura di brani inediti all’età di 14 anni, accompagnandoli con la chitarra classica ed acustica, che ha imparato a suonare da autodidatta, e con il piano forte e canto che ha studiato alla scuola di canto “Dove c’è musica” di Tony Frassanito.

Quanto è importante vivere ogni momento a 21 anni?
Credo sia molto importante vivere a pieno i miei 21 anni, innanzitutto perché questa è un’età di continui cambiamenti, di crescita e soprattutto sento sia il momento per cominciare a porre le basi per il mio futuro. Senza ovviamente dimenticare i divertimenti e le passioni che ogni età riesce a dare, specialmente la mia.
“Non siamo grandi” è un invito al centrarsi sul qui e ora. In che senso intendi?
La vita è troppo veloce per fermarsi a pensare al passato o a quello che verrà. Penso invece sia importante concentrarsi sul presente, senza troppe ansie o timori. Quello che è stato non può cambiare, ma si può lavorare ogni giorno per migliorarsi, senza necessariamente dimenticare da dove si è partiti.
Parli di ansie, aspettative legate al futuro e nostalgia del passato. Quali sono le tue?
Ciò che mi spaventa di più in assoluto è sicuramente il futuro e le aspettative legate a quest’ultimo. Per questo cerco di fare il possibile affinché si possano realizzare i miei sogni. D’altra parte credo si possa imparare molto dal passato, ogni momento già vissuto ci aiuta a fare esperienza.
Hai iniziato a suonare a 14 anni. Qual è stato l’evento o la canzone che ti ha fatto iniziare?
È stato il mio maestro di canto Tony Frassanito a convincermi a studiare uno strumento. Iniziai con la chitarra, perché all’inizio mi aiutava molto, soprattutto nella ritmica dei miei brani. Poi a 19 anni ho deciso di studiare pianoforte, insegnatomi da Tony, proprio perché sentivo il bisogno di allargare i miei orizzonti dal punto di vista musicale. Di certo imparare due strumenti è stato fondamentale nella scrittura delle mie canzoni.
