Rosita Brucoli: «Con le nostre scelte scriviamo ogni giorno un pezzo di vita»

Rosita Brucoli

“Non vuoi più drogarti alle feste” è il nuovo singolo di Rosita Brucoli, cantautrice pugliese classe ’99 che nell’estate 2024 ha aperto i concerti dei Negramaro a Milano e Napoli. Prodotto da Alessandro di Sciullo e Ramiro Levy, il brano, che anticipa l’EP in arrivo entro la fine dell’anno, è un dialogo in cui Rosita celebra la diversità di pensiero con l’altro, esaltando quanto due modi opposti di comunicare e di vivere possano convivere nella coppia.

“È un dialogo che mette in luce il bisogno di esistere in un’epoca in cui l’identità spesso si costruisce attraverso modelli da seguire – racconta Rosita Brucoli – nella ricerca di ammirazione e appartenenza, ma senza per questo colmare la solitudine. Il brano invita a scegliere consapevolmente, senza smarrirsi nel cambiamento”.

Rosita Brucoli

Ciao Rosita! Quando è nata “Non vuoi più drogarti alle feste”?
“Non vuoi più drogarti alle feste” è nata in una giornata estiva nel 2023 dopo una conversazione molto profonda tra me e una persona a me cara, ci siamo confessati molto quella notte, ci siamo scritti delle lettere, insomma non ho assolutamente potuto ignorare tutte le informazioni emotive che avevo ricevuto e la mattina dopo sono andata al piano e l’ho scritta. 

Hai detto che la canzone “mette in luce il bisogno di esistere in un’epoca in cui l’identità spesso si costruisce attraverso modelli da seguire”. In che senso?
Spesso mi imbatto in persone amiche e non che hanno bisogno di sentirti un certo tipo di persone, un po’ come se scegliessero un modello pre-impostato che li fa sentire sicuri inizialmente, credo sia un po’ una tendenza del nostro tempo, quello di dover risultare sempre interessanti, dover essere qualcuno necessariamente. Mi è sempre stato stretto questo modo di pensare e credo non faccia per niente bene.

Non vuoi più drogarti alle feste

Canti “per ogni scelta c’è sempre qualcosa che perdiamo”. A che scelte e perdite ti riferisci esattamente?
Se scegliamo di andare in una direzione ne stiamo escludendo altre cento, in quella frase ci sono un po’ tutte le scelte fondamentali, le amicizie, il lavoro, la città, la persona di cui ci innamoriamo, tutto quello che scegliamo implica delle perdite ma più scegliamo più scriviamo ogni giorno un pezzettino di vita che è sempre più nostra.

Hai aperto i concerti dei Negramaro a Milano e Napoli. Che esperienza è stata?
L’esperienza in apertura ai Negramaro è stata assurda, essere catapultati in due degli stadi più grandi d’Italia da un giorno all’altro è davvero folle ma bellissimo, devo dire che io funziono in maniera un po’ strana, più la situazione è insolita e grande più do il meglio di me, mi fa molta  più paura un palco piccolo; l’energia del pubblico dei Negramaro è stata bellissima, ci hanno accolti benissimo e in questi posti, almeno a me, è successo che tutto diventa tangibile, il ritorno in fatto di suono ed emozione si può toccare con mano ed è stata un’esperienza anche un po’ mistica.

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