
L’Asteroide è simbolo di qualcosa di totalmente “inaspettato e inarrestabile” che arriva all’improvviso nella vita “così come accade per le emozioni”. E proprio con questo pensiero Valentina Parisse pubblica “Asteroide”, il suo nuovo singolo che ci trasporta verso l’EP “VP” in uscita a fine marzo. Un progetto che racconta “di una donna estremamente contemporanea, senza fronzoli e sovrastrutture, consapevole delle proprie fragilità ma anche dei propri punti di forza”.
Co-prodotto da Chris Lord-Alge, cinque volte vincitore del Grammy Award, “Asteroide” è un brano capace di portare il pubblico in un viaggio emotivo intenso, dove il cuore brucia di nostalgia, proprio come l’impatto di un asteroide in collisione. Racchiude il peso delle assenze e delle parole non dette per un ritratto autentico della vulnerabilità umana.

Ciao Valentina! Quando è nata “Asteroide”?
“Asteroide” è nata un anno fa circa, ho lavorato tanto perché volevo parlare del microcosmo personale. Perché il viaggio più bello è dentro i sentimenti. Mi piaceva l’idea di un asteroide che arriva da non si sa dove.
Il brano racconta il peso delle assenze e delle parole non dette. Per una riflessione sulla memoria, sul vuoto e sulla paura di non ritrovare più ciò che si è amato. Tu hai ancora questa paura?
Sì c’è sempre quando qualcuno entra nella tua vita. Io sono una persona riservata e quando le persone se ne vanno portano via un pezzo. C’è da fare i conti. Ho sempre paura di non ritrovarmi e questo a volte ti fa crescere. Io me lo prendo tutto quest’asteroide.
Ma l’arrivo di un asteroide, che di solito arriva inaspettato e inarrestabile, stavolta è in senso positivo o negativo?
50 e 50. L’esperienza dei sentimenti è una benedizione a volte.
Ma il brano fa parte di un progetto più ampio, un EP.
L’EP si chiamerà con le mie iniziali, “VP”. È un progetto al quale sto lavorando senza sosta da 2 anni.
Hai detto che “l’intero progetto racconta di una donna estremamente contemporanea, senza fronzoli e sovrastrutture, consapevole delle proprie fragilità ma anche dei propri punti di forza”. Confermi?
Confermo! Senza fronzoli, nastrini e lustrini. Parla di una donna oggi. Ho detto questo perché autori maschi per lungo tempo si sono arrogati il diritto di far cantare canzoni a donne pensando di conoscerci. Siamo in un mondo maschiocentrico ed è così anche nel mondo autorale. Tutte le sensibilità sono state tali da non avere cambiamenti esterni da uomini.
In che senso?
“Ragazze tristi” è nell’EP e parla del mondo femminile oggi. “Taxi” parla di una donna che ha un incontro non all’altezza delle aspettative e infine rimette l’uomo sul taxi.
Pensi che si dovrebbe fare di più per le donne?
Certamente! Ad esempio vengo dalle case popolari di Ciampino. E ci sono situazioni di estrema difficoltà. Senza aiuto le donne non hanno scampo.
Sei autrice di alcuni brani portati al successo da Renato Zero (“Rivoluzione”, 2016) e Michele Zarrillo (“Nell’estasi o nel fango”, Sanremo 2020, e “Vivere e rinascere”). Com’è scrivere per qualcun altro? E che responsabilità ti senti addosso a scrivere per questi nomi?
Scrivere per altri è magnifico, mi fa uscire da questa pellaccia. Tutti noi siamo egocentrici, incastrati nel nostro mondo. Io sono un animale da branco, imparo sempre dagli altri. E farlo in giovane età mi ha aiutata e alleggerita dalle mie ansie, anche ad alti livelli restano le stesse. Scrivere per un uomo è interessante, bisogna essere sinceri con se stessi e cercare di scavare nel profondo.
Com’è invece lavorare con Chris Lord-Alge? Lui è stato al fianco dei più grandi, da James Brown agli Smashing Pumpkins. Cosa credi che stia dando in più alle tue canzoni?
Sarebbe d’accordo con quello che dico del mondo femminile, si batterebbe con me per avere più donne nel producing e nel mixing. Lavorare con lui è meraviglioso, sono l’unica donna in Italia che è riuscita a farlo. Gran parte del progetto è stato fatta a distanza ma c’è stata tanta sinergia. volevo che avesse una forte connotazione rock, lui ci ha messo un cuore organico e artigianale.
Porterai i brani in tour?
Assolutamente sì. Ho una nuova band fighissima e stiamo già lavorando alle date.

