
Finn Andrews e i suoi The Veils sono tornati a Roma dopo anni di assenza e lo hanno fatto in grande stile per presentare i brani del settimo album “Asphodels”. Al Monk in zona Portonaccio, la band neozelandese regala un gustoso concerto in orario aperitivo che raccoglie molti fan della prima ora.
Era l’11 giugno 2004 quando il gruppo suonava per la prima volta a Roma per il Cornetto Free Music Festival a margine dello show di Sting. E oggi, 21 anni dopo, l’affetto del pubblico รจ rimasto lo stesso. Quasi un’ora e mezza di musica, alternando momenti intimi a canzoni piรน rock. “Grazie Roma, รจ sempre bello tornare qui. Quanti di voi sono qui dal giorno zero? – chiede Finn Andrews ai suoi fan – Bene, ora torniamo un po’ indietro nel tempo. Solo per voi”.
Chitarra acustica tra le mani, sorriso e via per il viale dei ricordi con “Lavinia” e “The Tide That Left and Never Came Back”. Canzoni senza tempo riadattate senza band e senza quel timbro roco e insicuro dei primi anni. Perchรฉ ora Andrews ha le spalle larghe per portarsi addosso il peso di una carriera che ha avuto molti up e molti down. E forse ha trovato il suo giusto equilibrio.
La scaletta dei The Veils a Roma
- Mortal Wound
- The Dream of Life
- The Ladder
- O Fortune Teller
- Swimming With the Crocodiles
- Birds
- Not Yet
- Here Come the Dead
- A Birthday Present
- Asphodels
- Rings of Saturn
- Concrete After Rain
- No Limit of Stars
- Sit Down by the Fire
- Jesus for the Jugular
- Lavinia
- The Tide That Left and Never Came Back
- Axolotl
- Nux Vomica
