
I Romito, band napoletana che mescola folk, indie ed elettropop con la cultura musicale partenopea, sono tornati con il nuovo singolo “Verimmo che succere” che anticipa l’album d’esordio “Post tarantella”. Il disco sarà presentato venerdì 31 gennaio al Teatro Trianon di Napoli con ospiti speciali.
“Verimmo Che Succere” racconta la capacità dell’essere umano di andare avanti con leggerezza e allegria anche nonostante i momenti di sconforto. “Una verità amara che descrive una società in cui chi vive di sotterfugi e lamentele spesso riesce a cavarsela meglio di chi affronta la vita con leggerezza”, spiegano i Romito.

“Verimmo che succere” racconta la capacità di andare avanti con leggerezza e allegria nonostante i momenti di sconforto. Come nasce il brano? Si riferisce anche a un momento della vita di qualcuno di voi?
Il brano nasce da come si dice dalle nostre parti, una tarantella. Così si chiama a Napoli una vicenda controversa e a tratti spiacevole. Da lì però noi abbiamo deciso di uscirne con un grosso sorriso, perché solo chi sa restare ottimista può dire: “vediamo che succede”.
Avete detto che il brano è una riflessione sulla resistenza e sull’adattamento, della scelta se piangere o ridere davanti all’incertezza. Avete una risposta al dilemma? Piangere o ridere?
…Piangere dalle risate!
Siete ispirati dal folk, dall’indie e dall’elettropop. Quali sono i vostri artisti di riferimento? E qual è la prima canzone in assoluto che avete suonato insieme?
Siamo in tanti ma sui gusti la pensiamo in maniera molto simile: amiamo artisti come Bob Dylan, The Beatles, Pearl Jam, Bon Iver, Coldplay, Radiohead, e mettiamoci anche gli 883 che non guastano mai! Abbiamo iniziato da subito cercando di scrivere e suonare qualcosa di nostro. Il primo pezzo che abbiamo suonato insieme è un nostro inedito, “Viern”, che è contenuto nel nostro EP di debutto “Majorana”.
Il vostro primo disco, “Post Tarantella”, uscirà in primavera. Che album sarà?
Sarà un disco variegato pieno di contaminazioni, accessibile a tutti e al tempo stesso ricercato…un po’ come il dialetto napoletano.
