
Liberté, Égalité, 883. Un cartello tra il pubblico riassume in tre parole l’essenza di Max Pezzali che dopo 11 appuntamenti – tutti sold out – al Forum di Milano, sbarca al Palazzo dello Sport di Roma per “Questo Pala non è un albergo”, la residency che vede il cantautore pavese esibirsi per 7 date prima di riabbracciarlo sul palco dello stadio Olimpico il 23 giugno 2026.
Intanto però Max organizzerà il suo più grande raduno live il 12 luglio 2025 all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.
Il racconto del concerto
“Ragazzo fortunato” di Jovanotti accoglie gli 11 mila fan presenti nel palazzetto in zona Eur mentre Max Pezzali sale sul palco per riportarci nel 1992 con “S’inkazza” che dà il titolo a questo tour nei palasport di Milano e Roma. Subito il cantautore prende per mano il suo pubblico, accanito e di ogni età, e lo porta nel suo mondo di storie di provincia, di eroi sottovalutati, amori nati per caso e per caso finiti, speranza per il futuro, nostalgia atavica.
“A Milano dicevamo che faceva freddo e mancava solo il mio Peugeot che arrancava. Qui invece arranca per i sampietrini”. E Max sale sul suo motorino per cantare “Come deve andare”. Dalla dance di “Nella notte” fino alla dolcezza di “Eccoti”. Poi halftime con l’estrazione dei biglietti per Imola mentre sul maxischermo parte la gara tra Max, il grande incubo, il cowboy, la Regina con la sua ‘celebrità’ e altri personaggi delle sue canzoni in versione Super Mario Kart.
Nella stanza di Max Pezzali
Pezzali ci apre la porta di casa sua e ci invita ad entrare nel suo salotto tra poltrone di pelle, televisione analogica, sedie di paglia e tappeti persiani. Qui l’artista, insieme alla sua band, propone alcune canzoni in acustico. Da “Me la caverò” fino a “Nient’altro che noi”, passando dalle amatissime “Sei fantastica” e “Aeroplano”. Poi la dedica a Roma con “In questa città”.
In prima fila sempre la moglie Debora Pelamatti. Migliori amici dal 1995, i due si sono sposati nel 2019, dopo cinque anni di fidanzamento. Giusto per rompere quella che proprio Max Pezzali ha chiamato nel 1997 “La regola dell’amico”.
Un “Pirla sul palco”
Nell’album dei calciatori di Max Pezzali ci sono Nelson Mandela, Sigmund Freud, Che Guevara, Andy Warhol e tanti altri che cantano con l’aiuto dell’IA, in versione figurina, “La dura legge del gol”. E allora cappello da cowboy e si entra nel saloon di “Nord sud ovest est” prima del gran finale con “Tieni il tempo” prima e “Con un deca” poi.
“Senza di voi sarei solo un pirla su un palco” dice Max guardando negli occhi tutti i presenti. E mentre continua a ringraziare, Nino Manfredi con la sua “Tanto pe’ cantà” dà la buonanotte a Roma.
La scaletta di Max Pezzali a Roma
- S’inkazza (Questa casa non è un albergo)
- Sempre noi
- Non me la menare / Te la tiri / 6/1/sfigato / Jolly Blue
- Rotta x casa di Dio
- Hanno ucciso l’Uomo Ragno
- Come deve andare
- Gli anni
- Sei un mito
- Nella notte
- Non ci spezziamo
- La regina del celebrità
- La regola dell’amico
- Una canzone d’amore
- Come mai
- Nessun rimpianto
- Eccoti
- Me la caverò
- Sei fantastica
- In questa città
- Ci sono anch’io
- Aeroplano
- Nient’altro che noi
- Io ci sarò
- La dura legge del gol
- Grazie mille
- Nord sud ovest est
- Bella vera
- Tieni il tempo
- Con un deca
- Tanto pe’ cantà (Nino Manfredi)
