Le Cattive Compagnie: «Per mano nel viaggio musicale della decadente notte milanese»

Le Cattive Compagnie

“Fiori di lavanda gastrica” è il nuovo singolo de Le Cattive Compagnie, one-man project del cantautore milanese Alessandro Marietti. Il brano è il preludio del concept album “Tutto In Una Notte”, l’inizio del viaggio attraverso la notte milanese.

Nel brano il protagonista si risveglia in un ospedale dove si presuppone sia finito la sera prima e la copertina del singolo è un omaggio a “London Calling” dei Clash, che a sua volta si ispira all’album di esordio di Elvis Presley.

“Il nome Le Cattive Compagnie mi piace come suona, è fumettoso
– racconta Alessandro – nei live, dopo essermi presentato, dico sempre: E ricordatevi che le Cattive Compagnie siete voi”.

Ciao Alessandro! In “Fiori di lavanda gastrica” il protagonista si risveglia in un ospedale dove si presuppone sia finito la sera prima. Come nasce il brano? È un racconto autobiografico?
Sì il brano è autobiografico, anni fa ero una festa e ho esagerato un po’… direi che la cosa positiva è che da questa esperienza è venuta fuori una canzone che adoro suonare e cantare, è uno sfogo, e poi descrive la scena dove si svolge, mi è sembrata perfetta per cominciare questo viaggio nella notte, perché inizia dalla sera prima, mi da un’idea di loop.

L’intro di chitarra del brano mi ricorda “Good Riddance (Time of your life)” dei Green Day. Cosa ne pensi? Ti sei ispirato a qualcuno per la musica?
Strano, ci sono poche canzoni che assomigliano a Good Riddance! È talmente famosa che appena arpeggi un sol sei lì, però a me piace arpeggiare i sol. Non ho mai amato particolarmente quella canzone, cosa volete che vi dica? Il giro di accordi che ho usato mi ricorda “Big in Japan” versione Guano Apes, mi sa che viene da lì. Poi la canzone si sviluppa in modo diverso, ha una metrica diversa e la sento molto mia. Per il sound del disco mi sono ispirato al mood di fine anni 90, ma a nessuna band in particolare, soprattutto per quanto riguarda i testi che sono molto personali.

La canzone anticipa il concept album “Tutto In Una Notte”, un viaggio attraverso la notte milanese. Cosa succede in quella notte? Dicci di più.
Il disco continua con “Dorian Gray”, lui sì che è una cattiva compagnia, in un’ipotetica discesa verso l’inferno decadente delle notti milanesi; “Beatrice Oscura Mietitrice” racconta l’incontro con la Morte in persona, scambiata per una tipa e rimorchiata; “Disgraziata!” parla di come sia difficile accontentarsi dell’effimero; “Leyla” è un sogno dove sto affogando e provo a salvarmi cercando la mano di una lei lontana (lei-là); “Sbalzi d’Umore” è una serenata alla notte, una dichiarazione d’amore; “Gli Scleri Quotidiani” parla della difficoltà di adattamento a una vita noiosa; “Un’alba da Vampiri” mi riporta all’uscita dal Plastic in viale Umbria; “Saluti da Milano” guarda al domani, è una canzone che getta una speranza di cambiamento personale in una Milano svuotata dei suoi contenuti.

Dopo un periodo di stacco hai ripreso in mano il progetto. Cosa è cambiato dal 2009 a oggi? E ora quali sono le tue cattive compagnie?
Non ho mai avuto un vero periodo di stacco, anche se è un po’ che non suono live, le canzoni si sono evolute col tempo e ne ho scritte di nuove. All’inizio del progetto eravamo in 2 ma abbiamo preso strade diverse, io ho vissuto in Brasile qualche anno e dopo un po’ che sono tornato ho sentito l’esigenza di entrare in studio e registrare finalmente un po’ di canzoni. L’incontro con Stefano Fumagalli, il mio produttore, è stato fondamentale per dare nuova linfa al progetto, per scambiare idee, infatti in questo periodo sono di nuovo in studio e sto registrando il mio secondo album, che si chiamerà “Dove Eravamo Rimasti”.

RispondiAnnulla risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.