The Light Drown: «Le rivoluzioni non si fanno più, mancano le persone giuste»

The Light Drown

“Per me” è il singolo d’esordio della band romana The Light Drown. Il brano, con un sound rock dalle sfumature folk, esplora la lotta quotidiana contro una routine lavorativa totalizzante, capace di appiattire sogni e serenità personale. “La ripetitività di ogni giornata si contrappone allo sforzo continuo per convincersi che un giorno andrà tutto bene”, racconta il trio.

La monotonia si scontra dunque con una speranza sempre più fievole che le cose possano cambiare, mentre diventa sempre più opprimente “la sensazione di essere bloccati in un loop senza più niente a cui aggrapparsi”.
 

The Light Drown

Ciao ragazzi! “Per me” esplora la lotta contro la routine lavorativa. Quando avete scritto il brano in che momento delle vostre vite eravate?
Quando ho scritto “Per me”, attraversavo un momento di stallo. Lavoravo la maggior parte del tempo e non riuscivo a conciliare musica, lavoro e la relazione che avevo in quel periodo. Venivo da un paese molto lontano da Roma e gran parte del mio tempo si perdeva nel tragitto casa-lavoro e lavoro-casa. Questo mi causava molto stress. Volevo stare con una persona, ma non avevo tempo; dovevo scegliere tra rinunciare alla musica per stare con lei, o rinunciare a lei per fare musica.

Ma credete davvero che “un giorno andrà tutto bene”?
Se ci crediamo? Beh, le rivoluzioni non si fanno più. Non ci sono le persone giuste per farle. Possiamo solo continuare a raccontarci che, prima o poi, tutto il male aprirà una porta per far entrare un po’ di luce.

Nel vostro nome ci sono gli Smiths e i Citizen. A quali di questi due vi sentite più vicini?
Come sonorità, ci avviciniamo ai Citizen, soprattutto perché siamo più vicini a loro per età e per gli ascolti di tutti e tre, pur provenendo da generi completamente diversi. Resta comunque il fatto che siamo legati sia agli Smiths che ai Citizen.

Come si svolge la giornata dei The Light Drown?
La nostra giornata si svolge principalmente lavorando, almeno cinque giorni a settimana. Il tempo rimanente lo dedichiamo a suonare e a pianificare le uscite per i prossimi mesi.

Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro primo disco?
Sarà un concept album molto generazionale, uno specchio della società attuale, soprattutto per quanto riguarda i giovani: tra lavoro, amore e precarietà.

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