rovere: «Facciamo i conti col passato. La vita a 30 anni? Ora non scherziamo più»

Rovere

Un disco che «scava tanto su quello che è stato e quello che sarà». Così Nelson Venceslai, cantante dei rovere, descrive il nuovo album “11 case”. Un lavoro che racconta la crescita personale e artistica della band bolognese a due anni dal precedente “Dalla Terra a Marte”.

“11 case” dei rovere affronta temi diversi mantenendo però un filo conduttore: lo scorrere inesorabile del tempo e i cambiamenti silenziosi che porta con sé. Grazie ai featuring di Divi dei Ministri e svegliaginevra (che aprirà anche tutte le date del tour), la band è “spaventata sia dal passato che dal futuro, ma carica per affrontarli”.

Con “11 case” i rovere hanno messo definitivamente i piedi per terra?
Siamo tornati sulla Terra, con tutti i pro e i contro. Ora facciamo i conti con il passato. “11 case” è un disco che scava tanto su quello che è stato e quello che sarà. Parla del passare del tempo, delle situazioni, del trovare le persone e poi perderle. Ma anche dei vari momenti in cui ci si rende conto di tante cose.

Perché proprio “11 case”?
Sono le 11 case che ho cambiato finora. E anche il titolo di una delle canzoni nel disco.

Cosa vuol dire “casa” per i rovere?
La casa è quella cosa che scandisce il passare del tempo. Nulla più della casa rappresenta il cambiare del tempo. Nella canzone poi ci sono delle riflessioni su mia mamma, delle cose che non le ho mai detto.

Com’è la vita a 30 anni?
È uguale a quella di sempre ma con un pizzico in più di amaro. Bisogna fare i conti con la realtà: ora non si sta più giocando. Quando ho compiuto 30 anni mi son detto: “Cavolo ok non si scherza, ora devo costruire qualcosa”.

Il filo conduttore del disco è lo scorrere inesorabile del tempo. Vi sentite addosso questo peso?
Sì, chi più chi meno. Bisogna fare i conti con le cose che non hai più, con le scelte che hai preso e con i desideri futuri. Diventa un peso, una responsabilità. Siamo degli overthinker.

Overthinker, proprio come una delle canzoni del disco.
Dalla parte musicale fa bene essere degli overthinker, abbiamo un’idea e ci ragioniamo sempre più fino a sciogliere ogni dubbio. Nella vita invece è uno schifo.

Per citare un altro brano del disco, credete al “Karma”?
Io non credo al karma. Siamo un po’ tutti figli delle scelte che facciamo. Sono i fatti che ti portano da qualche parte. A noi piace avere la coscienza pulita perché sai che così non sbagli mai.

Parliamo dei featuring. In “k.o.” c’è Divi, voce dei Ministri. Cosa vi unisce musicalmente?
Con Davide (Autelitano ndr) ci conosciamo da anni e i Ministri sono una delle nostre band preferite. “k.o.” è nato in maniera naturale, è stato bello confrontarsi a vicenda. Divi era super contento e onoratissimo, noi di più. Ma la distanza musicale è stata la cosa divertente: una sfida tra il pop e il rock per cercare il compromesso.

“Forse si forse no” vede invece svegliaginevra. Com’è andata con lei?
Con svegliaginevra è successo tutto rapidamente. Con lei ci sentiamo più nella nostra comfort zone. E inoltre aprirà tutte le date del nostro tour.

Proprio il vostro tour nei club partirà da Perugia il 13 novembre. Quale consapevolezza portate sul palco rispetto al passato?
Consapevolezze? Suderemo tantissimo e io sbaglierò tutti i testi, ahah. Scherzo. Nei live ci troviamo più a nostro agio e siamo bravi. Non vediamo l’ora di suonare dal vivo i nostri brani, perché è l’unico modo per capire se quello che abbiamo scritto arriva davvero alla gente. E poi sono cinque anni che non suoniamo nei club.

Potete svelarci qualcosa?
Stiamo lavorando allo spettacolo e alla scenografia e contiamo di avere Divi almeno in una data. Posso solamente dirvi che gli 11 club saranno le nostre 11 case.

rovere tour

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