
“Coltrane” è il nuovo singolo di Ariele, con cui la cantautrice torna sulle sonorità della disco/funk anni 80.
Una notte, mentre ascoltava “In a Sentimental Mood” del famoso sassofonista jazz John Coltrane ha avuto l’ispirazione per scrivere questo testo. “La musica, in quel preciso momento – racconta Ariele – stava “anestetizzando” il mio dolore, la paura di sentirmi intrappola. Per quanto la parte testuale racconti un dolore celato, la scelta di produzione musicale del brano invece, tende a prendere una piega molto groovy”. Quindi una canzone che è una “denuncia sentimentale ma nasconde una rivalsa su sé stessi”.

Ciao Ariele! Nel brano hai voluto raccontare la relazione malsana che stavi vivendo in quel periodo. Puoi raccontarci qualcosa in più?
Ciao!!! Grazie per la domanda; ero in un periodo di cambiamento e di crescita fatto di paure e anche di fragilità, la persona con cui stavo non solo criticava costantemente tutto ciò che facevo e che mi circondava ma non appoggiava nessun mio tipo di scelta, sminuendomi ogni volta che poteva. Proprio per questa fragilità io capivo pienamente di star vivendo una relazione malsana e che non mi faceva sentire appagata ma non riuscivo ad interromperla per paura che la sofferenza mi avrebbe fatto ancora più male.
Hai detto che la musica di Coltrane ha anestetizzato il tuo dolore e la paura di sentirti in trappola. Oggi ti senti ancora in trappola?
Oggi, per fortuna, soprattutto grazie alla terapia e alla conoscenza piena di me stessa, dei miei bisogni e di ciò che mi rende felice non mi sento in trappola, ho avuto il coraggio di accogliere le mie debolezze e di pretendere di più in qualsiasi tipo di rapporto.
La tua voce nel brano mi ha ricordato molto quella di Giorgia. A parte i musicisti jazz più classici, quali modelli musicali femminili hai?
Giorgia è sicuramente stato il mio primo modello iconico, soprattutto durante l’adolescenza quindi mi ha inevitabilmente influenzata nel processo di crescita musicale. Al momento, però, l’artista in cui mi rivedo di più e a cui cerco di attingere sia come genere musicale che come inflessioni canore è Serena Brancale, un mix tra jazz, soul ed elettronica, sperimentazione e libertà nello spaziare tra i generi, la cosa che più amo fare in musica.
Nel 2023 sei stata finalista di Area Sanremo. Ma hai mai pensato di tornare all’Ariston? Magari tra i Big?
La “scatola” di Sanremo è un pacchetto complesso e con tante cose al suo interno, può spingerti in alto e farti arrivare in basso in un secondo e poi bisogna essere pronti, pronti a quel palco, pronti a quel pubblico, pronti al web ma soprattutto pronti alla propria canzone, dal sound specifico e dalle vibrazioni forti. Non so se sarò mai pronta, ma sinceramente è un esperienza che vorrei tanto fare per mettermi alla prova.
