Martina Attili: «Grido la mia malinconia. Peter Pan, il mio sogno da bambina. X-Factor? Sono cresciuta»

Una relazione non vissuta, una situazione in cui entrambe le parti sono consapevoli del fatto che qualcosa c’è ma nessuno dei due fa il primo passo. “Malinconia”, il nuovo singolo di Martina Attili, parla proprio di questo. La mancanza di chiarezza, l’idealizzazione dell’altra persona, i dubbi irrisolti che ne scaturiscono culminano in una serie di domande senza risposta, più dolorosi della fine di una vera relazione.

Per Martina Attili il brano rappresenta un modo per riprendere da dove aveva lasciato la sua carriera musicale, mentre è attualmente impegnata con la scrittura del suo secondo libro e fa parte del cast di Peter Pan – il Musical.

Peter Pan Il Musical con Martina Attili

Ciao Martina! Come nasce il nuovo singolo “Malinconia”?
Avevo l’esigenza di dire ad alta voce quello che stavo vivendo, scrivere mi aiuta sempre a realizzare i miei sentimenti e molto spesso a dargli un nome. Stavolta è stato più difficile perché è una canzone piena di domande, ma che riguardano un’altra persona di conseguenza non posso essere l’unica a trovare delle risposte.

Una canzone d’amore?
Non è una canzone d’amore né una canzone romantica. Preferisco parlare di affetto, c’è stato semplicemente un rapporto con un’altra persona che avrebbe potuto evolversi e invece è rimasto sempre fermo a un punto invalicabile.

Una sorta di limbo?
Sì esatto.

E quanto è durato questo limbo?
La canzone è nata il 12 settembre del 2023. L’ho scritta pensando che il limbo fosse finito e invece c’ero ancora completamente dentro. Adesso mi sento di dire che è finito, quest’altra persona ha un rapporto personale con qualcun altro.

Malinconia

“Malinconia” è tra i primi di un nuovo percorso, cosa ci sarà dopo?
Diciamo che “Malinconia” è un progetto a sé proprio perché la consideriamo un po’ tutti la canzone del ripresentarsi. Comunque fa dei riferimenti a “Cherofobia” per la quale era più facile vedere una crescita effettiva e riposizionare quella persona in un certo modo però, detto questo, io sono molto a disagio in realtà. Perché finché parlo dei miei disturbi mentali, finché parlo della guerra e tutto il resto va bene. Ma coinvolgere un’altra persona in quello che faccio in realtà, no. Spero di non farlo mai più. Poi l’autunno in poi che è un po’ diciamo la mia stagione.

In che senso?
Nel senso che ovviamente io non uscirò mai l’estate perché non ho dei pezzi felici e ho un certo tipo di progetto in vendita che appunto non ha a che fare con “Malinconia”.

Puoi anticiparci qualcosa?
Sarà qualcosa che abbia a che fare con quello che noi viviamo ogni giorno, con la società. Quello che cerco di fare da sempre. Con tutti i problemi, le sfide, i dibattiti che dovrebbero esserci come comunità. Avere una voce è qualcosa di importante perché si riesce a dare voce alla gente che non sa come mandare un certo tipo di messaggio. Non voglio utilizzare le mie possibilità solamente per raccontare le mie storie.

Cosa rimane dell’esperienza a X-Factor e di “Cherofobia”? Quali ricordi ti porti dietro?
Io mi porto dietro le persone. È ovvio che io abbia avuto una crescita in relazione a quell’esperienza, però ormai è un’esperienza per cui io sono già cresciuta. Sono passati sei anni. E poi ho imparato altre cose grazie ad altre esperienze ancora. Quello che al momento mi porto dietro sono le persone che ho conosciuto.

Martina Attili - Cherofobia (Official Video)

Poi nel 2019 la collaborazione con Mr. Rain. Che momento è stato?
Ero felicissima. Io ascolto Mattia da quando avevo 15 anni. E due anni dopo, a 17 anni, mi trovavo a fare un pezzo con lui. Non ho nemmeno avuto il tempo di realizzare.

Invece poi, nel 2020, il tuo primo romanzo come Martina Attili. Come ci sei arrivata?
È qualcosa che ho sempre voluto fare. Per un periodo io ho pensato di non cantare, ma non ho mai pensato di scrivere. Io ho sempre scritto e scrivo in qualsiasi modo. Mi era stata data la possibilità di pubblicare un certo tipo di libro, io invece ho detto “No, io ne ho scritto uno diverso”.

Che tipo di libro volevano farti fare?
Volevano fare un album fotografico. Ma non avevo una carriera per cui fare una cosa del genere. E poi gli ho presentato quello che sarebbe stato il mio primo libro. E l’ho scritto e fatto uscire per fortuna.

Dopo “Baci amari e musica d’autore” ora ci sarà un secondo libro. Quando uscirà?
Con il fatto che sono partita in tournée per Peter Pan – Il Musical non sono riuscito a fare determinate cose e adesso sono completamente focalizzata su questo progetto di conseguenza sull’uscita non so dire…spero di riuscire a organizzare le mie giornate per poter fare tutto.

Baci amari e musica d'autore libro Martina Attili

Sarà sulla falsariga del precedente?
No. Io scrivo per me, per mettermi in gioco come autrice, qui non utilizzerò la solita prima persona ma un narratore esterno. Mi faccio delle domande: perché le persone dello stesso gruppo reagiscono a una stessa cosa in maniera differente. Ci ho messo davvero tanto tempo per iniziarlo. Prima sentivo che la gente voleva scrivessi qualcosa o volesse un continuo del primo romanzo. E ci ho anche provato però non riesco a fare le cose se non ho l’esigenza di farle.

E quindi?
Ho iniziato quando ho capito quello di cui volevo veramente parlare. E volevo anche che si notasse un mio cambiamento o comunque il mio provare a migliorare la scrittura anche in quel senso

Ma parliamo di un romanzo che esplora la socialità?
Non voglio ancora parlarne. Serviva a me per rispondere a determinate domande. Non parla necessariamente di un fatto accaduto a me, però non posso essere più precisa…

Prima hai nominato Peter Pan il Musical in cui tu sei una delle protagoniste, Giglio tigrato. Ma come sei arrivata lì, al musical?
Io iniziato a studiare da quando ero piccolina, da quando avevo 6 anni, e ho iniziato proprio per il musical di Peter Pan e di conseguenza quando ho visto che c’erano i provini mi sono subito catapultata.

Perché proprio Peter Pan?
Era la mia favola preferita, ne ero innamorata. I miei genitori facevano il karaoke, erano animatori e c’erano le basi preimpostate. Tra le canzoni c’era “L’isola che non c’è” di Edoardo Bennato, era la mia canzone preferita. Per quello ho imparato a leggere, per poterla cantare. E quando i miei genitori mi hanno portata a vedere Peter Pan – Il Musical io ho detto “ecco io voglio fare esattamente quella roba là”. Non tutti i musical, solo Peter Pan.

Peter Pan il Musical - Trailer Ufficiale

Ma volevi fare un personaggio in particolare?
Nei miei sogni volevo fare Wendy. Però poi andava bene tutto, anche portare i caffè, ho chiesto di farmi fare qualcosa per poter partire con loro.

Alla fine per te, Martina Attili, è meglio il musical o la televisione?
Sono esperienze molto diverse. In tv c’è sempre qualcuno che ti dice cosa devi fare e come lo devi fare. Nel musical funziona proprio ‘vita mia morte tua’, ti devi arrangiare. Detto questo però ho la fortuna di avere un gruppo pazzesco.

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