
“Anche basta” è il singolo che sancisce il ritorno del cantautore romano Tommaso Di Giulio. Il brano racconta la difficoltà nel porre fine a una relazione tossica nonostante la consapevolezza di quanto piano piano ci stia distruggendo.
“Uno sfogo, un lamento”, racconta Tommaso Di Giulio in cui ogni proposito di rivalsa sembra trasformarsi in una ritirata balbuziente. Ma un finale aperto accende una piccola scintilla di speranza. “Anche basta” è animata da un ritmo funk-soul e con la presenza di fiati, in totale contrasto con la malinconia del testo.

Ciao Tommaso! Come nasce “Anche basta”?
La canzone nasce dopo una brutta batosta sentimentale, quando ho realizzato di aver dato tutto me stesso ad una persona che in realtà era alla ricerca di altro. Anzi, di un altro.
Chi era questa persona che ti stava ‘vampirizzando l’esistenza’?
Non lo saprete mai (e non credo sia importante saperlo, anzi). Poi ce ne sono tante di persone del genere… Sono sicuro che buona parte degli ascoltatori potranno confermare di aver incontrato qualcuno così.
Un tema serio a cui hai deciso però di affiancare un ritmo ballabile ed estivo. Come mai?
Perché i contrasti e le contraddizioni sono ciò che rappresenta meglio l’umanità. Poi credo che ballare sulle delusioni amorose sia catartico. Pensa a “Salirò” di Silvestri. Parla del tentativo disperato di ricomporre un cuore spezzato ed è un brano dance!
Il risultato è una lotta continua tra frustrazione e voglia di cambiare ma alla fine però si rimane con il quesito su chi l’avrà vinta. E allora te lo chiediamo: chi l’ha vinta?
Lascio libero chi l’ascolterà di immaginare il finale.
La copertina del singolo raffigura un T-Rex che sta per mangiare uno Pterodattilo con un fiore in mano. Cosa significa?
L’illustrazione, ad opera della bravissima Giulia Scherani, sintetizza il rapporto impari tra i due personaggi protagonisti della canzone. Uno dei due si dona completamente pur conscio di venir divorato dall’altro.
“Dinosauri” sarà il tuo prossimo disco. Puoi darci qualche anticipazione su come sarà?
“Dinosauri” parla di crescita, prese di coscienza, di ansie contemporanee e dell’impossibilità di vincere contro il tempo. E poi sempre d’amore… Non posso farne a meno. Il titolo rimanda anche ad un mondo che mi sembra sempre più prossimo all’estinzione, un mondo in cui l’umanesimo lascerà presto spazio solo ad un grande e temibile algoritmo.

