Caffellatte: «Mi lascio alle spalle traumi e malesseri con “Amore Dinamite”. Ma resto un outsider»

Caffellatte

“Amore dinamite” è l’album d’esordio di Caffellatte tra sonorità dance, testi ironici, pop e momenti intimi. Otto tracce che rappresentano allo stesso tempo un punto di arrivo e un nuovo inizio nel percorso dell’artista pugliese.

Contraddistinto da accattivanti ed eclettici ritmi dance-pop, carichi di immagini evocative, “Amore dinamite” è il concentrato che Giorgia Groccia (vero nome di Caffellatte) ha vissuto nell’ultimo anno. Flashback, ripensamenti, ossessioni, fragilità e mental breakdown. Tutti raccolti sotto un unico titolo: “Amore dinamite”.

Caffellatte copertina album "Amore dinamite"

Ciao Caffellatte! Come è nato il tuo nuovo album “Amore dinamite”?
La dinamite sono io perché molto spesso mi è capitato di rappresentare la parte tossica dei rapporti che ho vissuto. Tutta l’ansia che ho accumulato nel 2023, l’ho scaricata in maniera a volte non proprio piacevole nei miei riguardi ma anche in quelli delle persone che mi stavano attorno. “Amore dinamite” è il riassunto di un anno difficile in cui però ho chiuso questo mio primo disco scegliendo tra le tracce che per me rappresentavano al meglio la mia dimensione sonora e la mia voglia di fare un identikit di chi è Caffelatte dopo tanti anni di singoli.

Non è però il solito disco che parla solamente di amore
Parla anche di attacchi di panico, di depressione e di un amore nascosto che però, finalmente, ha trovato pace. Quindi ci sono un po’ di flashback e un po’ di presente. Oggi lo guardo anche un po’ con distacco ma è un distacco piacevole. Ora si è chiuso un ciclo. E sono pronta a sperimentare nuovi sound.

Sul disco hai detto: “È un flusso di coscienza in cui parlo con me stessa, con i miei vecchi amori e col presente”. Hai fatto pace con i tuoi demoni?
Direi di sì. Abbastanza. Arrivi a una certa età che hai risolto i traumi infantili, ma poi arrivano quelli da adulti. I demoni non li cacci mai realmente ma impari a gestirli. Il 2023 mi ha dato una mazzata riguardo la Warner, Sanremo…ci sono state tante cose che mi hanno fatto stare male. Alla fine ho detto: “Ora il disco lo faccio uscire come dico io”. Quindi mi sono rialzata con un po’ di cazzimma in più. Questa tipologia di trauma e di malessere l’ho superata perché adesso mi rendo conto di stare bene proprio perché mi guardo indietro e so quanto sono stata male.

Insomma senti di andare per la strada giusta?
Fino a che uno ha la pazienza e la voglia di far uscire le canzoni, c’è sempre modo di progredire e non di regredire. La regressione ce l’hai nel momento in cui getti la spugna, però non è il caso mio, quindi sono proprio contenta. Come se stessi ricominciando ora.

Come mai sulla copertina hai deciso di buttarti in faccia una bottiglia di vino?
Non è vino ma succo di melograno. La copertina è collegata a un reel-confessione pubblicato il giorno prima dell’uscita del disco. Lì io faccio un monologo, con un VoiceOver, scritto anni fa e riadattato, dove parlo di vari processi mentali che mi portano poi a sentirmi molto spesso una outsider. È una dichiarazione d’intenti, “Amore dinamite” è un contenitore.

Parliamo delle canzoni. Nei brani “Amore dinamite” e “Crimine” risuona un’atmosfera R&B. In “Tantissimo” risuona il pop di Zara Larsson. In “Troppo chic” riprendi “Dragostea Din Tei” con Haiducii. Ecco le mille facce di Caffellatte.
Io mi concentro sempre più sulla scrittura. Scrivere è il mio mezzo per esprimermi. Poi sono molto pignola per le produzioni, lavoro solo con persone di cui ho fiducia e le trascino nel mio mondo. Deve essere un lavoro piacevole da tutte e due le parti. Ad esempio “Tattoo Taboo” è nata da una sperimentazione e resta uno dei pezzi più pazzi del disco. Si sentono tutti i pezzettini che mi compongono e lo giudico molto coerente con me e con il mio percorso.

Ti senti soddisfatta di tutte le tracce?
Sono parti di me. La session della title track, “Amore dinamite”, è stata una delle più divertenti, con estrema leggerezza e con un sound afrobeat fantastico. La canzone è venuta da sé. “Crimine” invece è stato uno di quei pezzi registrati homemade ed è rimasto così, sentivo che fosse giusto pubblicarlo in maniera più amatoriale.

Proprio in “Crimine” tu dici di stare bene e poi menti. La Caffellatte del 2024 sta bene? A chi volevi chiedere scusa nella canzone?
Volevo chiedere scusa a Diego, il mio migliore amico e il mio ragazzo. Che si becca ogni lato negativo di me. In quel periodo poi lui subiva tutta la mia confusione e la mia negatività.

Il sound invece da chi è ispirato?
Non c’è un sound complessivo che ispira l’album. Quando faccio le mie cose cerco di non pensare alle cose degli altri, guardo il mio. Il periodo in cui ho scritto “Crimine” ero in fissa con “Lento” di Mida che era a sua volta probabilmente ispirato da “Stuck with U” di Justin Bieber e Ariana Grande e che a sua volta era ispirato da Omar Apollo. E “Crimine” è uno dei miei testi più personali. Tutto ha una reference, nulla ha una reference.

Ci sarà un tour?
Venerdì 15 marzo canterò tutto “Amore dinamite” nel format Comete” (al Salone 14 @ Yellowsquare, Milano ndr). Poi arriveranno sicuramente delle date estive. Ci saranno delle belle sorprese ma non dico nulla!

Caffellatte concerto Comete Milano 15 marzo

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